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Pwc dal 2020 trasloca nel «Curvo» di Citylife

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Immobili

Pwc dal 2020 trasloca nel «Curvo» di Citylife

È il maggiore pre-letting che sia stato definito negli ultimi tempi e una notizia positiva per il mercato immobiliare milanese, e italiano più in generale. L’avvio della costruzione della terza torre di Ciylife nel capoluogo lombardo e l’affitto siglato con Pwc (anticipato dal Sole24 Ore lo scorso mese di dicembre) segnano il traguardo per un progetto complesso che ha vissuto diverse difficoltà durante il ciclo immobiliare negativo.

Oggi Generali, proprietaria dello sviluppo, può tirare un respiro di sollievo. Nella terza torre, della quale sono già partiti i lavori per i piani interrati, arriveranno da giugno 2020 tutti i 3mila dipendenti di Pwc a Milano, oggi dislocati in tre diverse sedi, tra cui Monte Rosa 91. Lavoratori che si aggiungeranno agli oltre 3mila dipendenti di Generali che dalla primavera prossima andranno a occupare la torre Hadid e i 3mila occupanti della torre Allianz.

«Pwc ha scelto di cambiare sede per andare in un luogo di lavoro accogliente, in un contesto sempre più stimolante - dice Ezio Bassi, amministratore delegato del gruppo in Italia -. E ha colto l’occasione anche per attuare una riorganizzazione del lavoro».

Secondo indiscrezioni Pwc pagherà circa 200 milioni di euro di affitto per il «Curvo» per un contratto di 15 anni. Sostanzialmente andrà a ripagare le spese per realizzare la torre, «che una volta conclusa avrà un valore di 270-280 milioni di euro» spiega Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Generali real estate e presidente di Citylife, che ribadisce che la società ha inserito l’edificio nel fondo uffici e non intende venderlo.

«L’edificio sarà un’evoluzione di quanto ideato dieci anni fa, soprattutto con innovazioni dal punto di vista tecnologico - spiega l’architetto Daniel Libeskind, autore del disegno - . L’obiettivo è stato rendere armonioso l’insieme delle tre torri in un’idea di Milano moderna. La forma - che vuole essere un omaggio alla città - è stata ispirata dalla Pietà Rondanini, ma anche dal disegno non realizzato della cupola del Duomo tratteggiato dalla mano di Leonardo da Vinci».

La prossima settimana verranno fatti i primi getti fuoriterra, «a luglio saremo al 16-17esimo piano e a Natale metteremo la bandiera sull’ultimo solaio» dice Armando Borghi, ad di Citylife.

La torre sarà alta 175 metri, tre metri in più della torre Hadid, e sarà il terzo grattacielo di Milano, superato dalla vicina torre Allianz (242 metri di altezza per 50 piani) e dalla Unicredit tower a Porta Nuova (231 metri). In totale la superficie lorda commercializzabile è di circa 33mila metri quadri.

Finita la torre, i lavori andranno avanti «e se il mercato immobiliare resta positivo nel giro di tre-quattro anni tutto il progetto sarà finito» commenta ancora Mazzocco.

Resta da realizzare, infatti, la parte residenziale relativa al terreno dove oggi c’è il campo pratica di golf. Qui sorgeranno tre palazzine, residenze disegnate sempre da Libeskind, per un totale di 110-120 appartamenti che saranno venduti a prezzi leggermente superiori ai 7-10mila euro al mq delle case già cedute. Successivamente si potranno realizzare i lavori nell’area su viale Duilio, oggi destinata al cantiere.

Resta da definire cosa fare del Padiglione 3 affacciato su piazza VI febbraio. Al momento è stato istituito un tavolo tecnico pubblico-privato per identificare una destinazione, magari museale, all’ampio spazio della struttura.

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