Economia

Nuova rottura al tavolo Embraco, Invitalia al lavoro sui potenziali…

  • Abbonati
  • Accedi
crisi industriali

Nuova rottura al tavolo Embraco, Invitalia al lavoro sui potenziali investitori

Salta il tavolo sindacale per la vertenza Embraco. Durante l’incontro all’Unione industriale di Torino l’azienda ha riproposto i 500 licenziamenti e le delegazioni sindacali hanno abbandonato l’incontro. «La Uilm è disponibile a percorrere qualsiasi strada se il tavolo viene sgomberato dall’ignobile ricatto dei licenziamenti» ha sottolineato il segretario provinciale Dario Basso. «Se l’azienda intende procedere con il ricatto del part-time da proporre ai singoli lavoratori, aggirando la proposta del Governo, agiremo in tutte le sedi comprese quelle legali» aggiungono Lino La Mendola e Ugo Bolognesi della Fiom.

La multinazionale brasiliana, Gruppo Whirpool, ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per i dipendenti dello stabilimento italiano, in vista dello spostamento delle produzioni nel polo in Slovacchia. Da qui la mobilitazione del Governo italiano per tentare di salvare il sito produttivo e l’apertura del fronte europeo, per verificare che non ci sia stato un abuso nell’utilizzo di aiuti di Stato da parte della Slovacchia a svantaggio delle produzioni italiane del Gruppo.

L’attenzione, a questo punto, si sposta sul possibile percorso di reindustrializzazione affidato dal ministro Carlo Calenda a Invitalia. L’appuntamento a Roma con i sindacati è fissato per la prossima settimana, è possibile che al tavolo sia chiamata anche la Regione Piemonte. Sarebbero due i potenziali soggetti industriali interessati al dossier Embraco, come anticipato dal ministro Calenda. Ieri c’è stato un primo incontro mentre va avanti un lavoro di scouting da parte dei tecnici dell’Agenzia che si occupa di attrarre investimenti in Italia.

Lo strumento individuato dall’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, in capo al ministero dell’Economia, è il Contratto di sviluppo, utilizzato ad esempio nei casi Ideal Standard ed Alcoa. La priorità è individuare i potenziali investitori, definire un progetto industriale affine alle caratteristiche dello stabilimento e puntare a salvare tutti i posti di lavoro.

Ieri della vicenda Alcoa e della proposta italiana di derogare alla normativa sugli aiuti di Stato nei casi di siti da rilanciare ha parlato la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager . La risposta arriverà entro due settimane, come previsto dalle regole europee, e non è detto che si tratti di una risposta definitiva, Bruxelles deve completare l’analisi della questione e potrebbe richiedere maggiori informazioni ai paesi coinvolti.

Sul tema è tornato anche il premier Gentiloni: «Fa benissimo il ministro Calenda a combattere gagliardamente questa cosa» ha detto il presidente del Consiglio parlando a Porta a Porta. «I fondi strutturali hanno aiutato alcuni Paesi a tirarsi su e siamo contenti, tuttavia questo non può trasformarsi in concorrenza sleale».

© Riproduzione riservata