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A gennaio l’export verso i Paesi Ue sale del 4,8%

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A gennaio l’export verso i Paesi Ue sale del 4,8%

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Non basta la flessione congiunturale di gennaio per fermare il buon andamento del commercio estero italiano verso i Paesi non europei che, secondo quanto certifica l’Istat, nel primo mese dell’anno ha messo comunque a segno una crescita del 4,8% su base annua (che si riduce però a -1% per effetto del numero diverso di giorni lavorati), con un progresso che si estende a tutti i principali comparti della manifattura, con tassi particolarmente sostenuti per beni di consumo durevoli (+17%) e non durevoli (+15,3%) e beni intermedi (+12,6%).

Si tratta però della seconda frenata consecutiva per le vendite di made in Italy fuori dall’Europa. La flessione di gennaio rispetto a dicembre (-3,7%) riguarda quasi tutti i raggruppamenti di industrie ed è particolarmente intensa per i beni di consumo non durevoli (-10,4%) e i beni di consumo durevoli (-5,5%). Contro corrente l’energia, che cresce del 20,6%.

La crescita congiunturale dell'export nell’ultimo trimestre rimane comunque sostenuta (+3,0%) e il valore destagionalizzato delle esportazioni a gennaio
2018 è di poco superiore alla media mensile del 2017.

La bilancia commerciale a gennaio risulta negativa per 523 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai -890 milioni di gennaio 2017. Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici (+2,5 miliardi) è in leggero aumento rispetto a gennaio 2017 (+2,3 miliardi).

Per quanto riguarda i Paesi di destinazione, gennaio ha registrati dinamiche anche molto diverse a seconda dei mercati, con buine peformance per quanto riguarda mercati startegici come Russia (+11%) e Cina (+10,7%), ma anche la Turchia (+8,1%). Al contrario, i Paesi Opec registrano un calo importante (-13,4%), così come deludono i Paesi Asean (-7,2%).

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