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Ex Lucchini, c’è l’accordo per il passaggio agli indiani…

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SIDERURGIA

Ex Lucchini, c’è l’accordo per il passaggio agli indiani di Jindal

C’è anche la firma di Jindal south west sul preliminare di vendita degli asset della ex Lucchini di Piombino da parte degli algerini di Cevital. La bozza dell’accordo era stata definita dalle parti con il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda in una lunga riunione al Mise, giovedì scorso. Ma la sigla degli indiani, annunciata nelle 24 ore successive, tardava ad arrivare. Una settimana dopo, a valle di una serie di approfondimenti e chiarimenti da parte dei legali delle due controparti e della procedura commissariale, arriva il via libera, come confermato dallo stesso Calenda e dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Cevital si prepara ad uscire di scena. Nei prossimi giorni gli ingegneri del gruppo indiano avvieranno la due diligence sugli impianti di Piombino (due laminatoi su tre sono fermi da più di un anno, mentre l’altoforno è spento da quattro anni), il closing definitivo è atteso per la fine di marzo. Il prezzo della cessione, secondo fonti vicine al dossier, è di circa 60 milioni di euro, mentre il valore complessivo dell’operazione sale a 75 milioni se si considerano gli oneri legati al subentro, comprese cauzioni e fideiussioni.

La firma di Jindal, attesa per la mattina di venerdì scorso, era stata fatta slittare. Martedì è giunta in Italia una delegazione di dirigenti di Jsw, tra questi un membro del board, Jayant Acharya (commercial&marketing). I vertici di Jindal, insieme al commissario straordinario Piero Nardi, ai funzionari del Mise e ai legali delle controparti, hanno affrontato una vertenza di tre giorni per dirimere ogni aspetto tecnico legato al memorandum. Ieri mattina si è giunti a una bozza di contratto preliminare modificato, firmato dagli indiani e controfirmato in serata da Cevital. Tra i nodi affrontati e risolti nella tratttativa, in particolare, una delicata questione giuridica legata alla reale disponibilità degli asset (e quindi alla titolarità alla vendita) da parte di Cevital, visto che il Governo ha avviato da qualche settimana l’iter legale per la rescissione del contratto di cessione dall’amministrazione straordinaria, motivandolo con inadempienze contrattuali da parte del gruppo algerino (la sentenza del Tribunale è attesa per quest’estate). Altro nodo affrontato è stato quello relativo agli oneri legati alle bonifiche (a Piombino proprio nelle scorse settimane sono stati ritrovati alcuni carri siluro, sotterrati nel parco rottami).

Poche ore prima dell’intesa, l’ex sindacato di Piombino Gianni Anselmi aveva postato su Facebook alcuni dettagli, precisando che i documenti sono due: nel primo accordo «la Regione conferma l’impegno di contribuire con 30 milioni alla modernizzazione ambientale e energetica del ciclo produttivo; Regione e Mise mettono inoltre sul tavolo 15 milioni per migliorare le condizioni di insediamento. Invece «nel secondo documento si chiarisce, come richiesto dalle parti, che Aferpi sarà sollevata dalle obbligazioni assunte con la risoluzione del contratto e che gli obblighi di Jsw saranno definiti in conseguenza del nuovo piano industriale e finanziario».

Il sindacato attende ora di conoscere il piano industriale di Jsw, che tre anni fa risultò sconfitta nella gara per gli asset della ex Lucchini (puntava a rilevare esclusivamente i laminatoi). Secondo le indiscrezioni emerse mesi fa sulla base di un informale manifestazione di interesse inviata da Jindal al Mise e agli enti locali piombinesi, il gruppo indiano intenderebbe ora a riavviare l’altoforno (con una capacità di circa un milione di tonnellate) per alimentare, oltre ai laminatoi esistenti (il «pezzo» pregiato è il treno rotaie, nel mirino anche di Rfi) anche una o più linee per la produzione di laminati piani, in diretta concorrenza sul mercato italiano con Arvedi e Ilva. «Piombino e i circa 2.200 lavoratori aspettano da troppo tempo il rilancio dell’acciaieria - ha commentato il segretario della Fim, Marco Bentivogli -. Jindal, che contrariamente a Cevital ha il suo core business nella siderurgia, ha tutte le carte in regola perché Piombino continui a produrre acciaio come ha sempre fatto».

Jsw è il più grande produttore sul mercato indiano, con una capacità installata di 18 milioni di tonnellate e l’obiettivo di salire a 23 entro il 2020. Proprio ieri Fitch ha migliorato l’outlook, che passa da negativo a stabile, rating confermato a BB.

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