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Tra sanità e Città vecchia gli ultimi 160 milioni del Governo per…

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Tra sanità e Città vecchia gli ultimi 160 milioni del Governo per Taranto

Quasi certamente sono stati gli ultimi fondi arrivati per Taranto dall’attuale Governo. Si tratta di 90 milioni per l’avvio degli interventi finalizzati al recupero della Città vecchia di Taranto e di 70 milioni destinati al potenziamento delle apparecchiature sanitarie e diagnostiche nell’area di crisi ambientale di Taranto. Entrambi riconducibili al Contratto istituzionale di sviluppo previsto dalla legge 20 del 2015. I 90 milioni sono del ministero della Salute e finanzieranno un piano proposto dalla Regione Puglia .

I 70 milioni, invece, vengono dal Cipe nell’ambito di uno stanziamento complessivo che riguarda quattro centri storici del Sud. In attesa di del nuovo Governo, difficile che il “rubinetto” delle risorse possa riaprirsi su nuovi interventi, pure in scaletta. Probabile che si firmi solo l’accordo di programma per i nuovi investimenti su Taranto con una dotazione Mise di 30 milioni. Ma solo perchè la firma era già calendarizzata giorni fa, poi saltò perchè il maltempo tenne bloccati gli amministratori locali.

Nel Contratto di sviluppo, in fase di attuazione, sono inseriti interventi extra Ilva per quasi un miliardo di euro derivanti da nuovi fondi e dalla riprogrammazione di fondi già stanziati. Le scelte riguardano infrastrutture, portualità, bonifiche, potenziamento della sanità e riqualificazione urbana. E in quest’ultimo ambito rientra appunto la città vecchia. L’idea di inserire quella che a Taranto è anche nota come “Isola” - proprio perchè la città vecchia è un’isola unita alla terraferma dal ponte girevole e dal ponte di pietra - fu lanciata dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, dopo una sua visita a Taranto.

A tal proposito, nell’ultima riunione del 31 gennaio scorso in Prefettura a Taranto il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, coordinatore del Tavolo istituzionale Taranto, annunciò che insieme a Franceschini si stava lavorando ad una proposta da portare prima alla cabina di regia del Fondo sviluppo e coesione e poi al Cipe affinchè per la cittá vecchia ci fosse una dotazione finanziaria. L’obiettivo era quello di passare dalla progettazione degli interventi alla loro attuazione. I fondi deliberati dal Cipe per il centro storico di Taranto sono l’ulteriore step di un percorso cominciato mesi addietro e che ha visto, nell’ordine, il lancio di un concorso internazionale di idee da parte di Invitalia - l’agenzia pubblica incaricata dal Governo di coordinare molti degli interventi previsti per Taranto -, la selezione delle proposte pervenute, l’individuazione delle tre proposte migliori, poi premiate, e la predisposizione del piano di interventi da parte di uno specifico gruppo tecnico. Questo piano è stato approvato dal gruppo a metà gennaio e poi portato al vaglio del Tavolo istituzionale Taranto del 31. Si parte con la messa in sicurezza dell’area urbana e con la creazione di servizi che migliorino la vivibilità.

Invece in 70 milioni per la sanità pubblica derivano dal decreto legge Mezzogiorno numero 243 del 2016 e rientrano nel “Progetto Salute per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche situate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola” - i Comuni dell’area di crisi ambientale - nonché per “la formazione e l’aggiornamento professionale del personale sanitario”. A fine 2016, il Governo intervenne per la sanitá (e aumentò le risorse) anche per smentire quanti, tra cui la Regione Puglia, contestarono un disimpegno verso Taranto dopo che in commissione Bilancio, alla Camera, era saltato uno stanziamento ad hoc di 50 milioni nella legge di Bilancio 2017. Dei 70 milioni, 19.223.110 verranno utilizzati per le sale operatorie; 200.080 per la terapia intensiva post operatoria; 3.605.110 per la piastra endoscopica; 5.882.840 per la radiologia; 17.054.146 per la radioterapia; 4.205.849 per la medicina nucleare e 543.615 per gli ecografi per un totale di 46.508.901 milioni. La restante parte dei 70 milioni dovrebbero essere utilizzati per spese di funzionamento, acquisizioni di beni e servizi e formazione. Anche il piano per la sanità ha ricevuto a fine gennaio l’ok del Tavolo istituzionale Taranto. I 70 milioni sono divisi in due tranche: 50 e 20. Per l’acquisto di beni e servizi, la Regione Puglia dovrà avvalersi di Consip.

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