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Valtur chiede il concordato Bloccate le prenotazioni

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TURISMO

Valtur chiede il concordato Bloccate le prenotazioni

Valtur Tanka village
Valtur Tanka village

Ecco l’estate … eeeeeestate eeeeeeestate e … l’estate è Valtur. L’allegra canzoncina che inganna l’attesa telefonica per prenotare le vacanze in un villaggio Valtur dice ancora così, ma appena un paio di minuti e chi vuole prenotare viene disilluso. L’operatrice risponde e spiega che «al momento nessun resort è prenotabile. La direzione ha bloccato la vendita e dobbiamo risentirci più avanti». Ieri il tour operator, tramite lo studio legale Lombardi Segni e associati, ha infatti presentato al tribunale di Milano la domanda di concordato prenotativo. L’estate Valtur è in bilico e, a rischio, ci sono non solo le vacanze di molte migliaia di turisti, ma anche il posto di lavoro di un migliaio di lavoratori stagionali.

Domanda depositata
Una volta depositata la domanda, il Tribunale si dovrà esprimere fissando i termini di presentazione del Piano entro un minimo di 60 giorni, fino a un massimo di 120. L’azionista, il fondo di private equity Investindustrial, sembra però intenzionato a investire ancora e a sostenere la procedura. La decisione presa dai manager consentirà di lavorare a un piano e di bloccare i creditori che, in attesa che il tribunale di Milano si esprima sulla domanda di concordato prenotativo, dovranno congelare le loro istanze. Il Mise, intanto, ha già convocato azienda e sindacati per il 15 marzo.

I tempi appaiono però molto stretti per immaginare una piena attività per l’estate. L’agenda della stagione prevede che in aprile vengano avviati i lavori di manutenzione e poco dopo si aprano le selezioni del personale. Sarebbe una corsa contro il tempo e i sindacati che stanno seguendo la vicenda (Fisascat, Filcams e Uiltucs) ne sono ben consapevoli. «Si tratta di un atto gravissimo e irresponsabile, peraltro intrapreso senza che sia stato svolto alcun incontro, nemmeno informativo, con le organizzazioni sindacali», afferma Luca De Zolt della Filcams Cgil. «Non si capisce quale sia stata la decisione maturata nella mente dell’investitore - continua -, ma aprire la strada di un concordato senza nessuna ipotesi industriale non ci pare una scelta coerente con l’immagine che Bonomi vuole dare di sé come del finanziere illuminato attento all’economia reale».

L’ acquisizione di CdP
Facendo un passo indietro, bisogna ricordare che la storia di Valtur ha incontrato le prime difficoltà ormai molti anni fa e che il gruppo è già stato in amministrazione straordinaria nel 2011. In Italia si può definire il tour operator che ha creato il modello di villaggio all inclusive con i resort di Ostuni e Capo Rizzuto. I diversi tentativi di salvataggio e rilancio che si sono susseguiti non hanno mai avuto successo e anche sull’ultimo, quello fatto ad aprile 2016 da Investindustrial - che ha puntato oltre 100 milioni di euro sul tour operator - c’è un grande punto interrogativo, nonostante l’ulteriore doppio aumento di capitale. Il 15 novembre, dunque 4 mesi fa, Valtur ha firmato l’accordo con il Gruppo Cassa depositi e prestiti per la cessione della proprietà di tre resort nelle storiche location turistiche italiane di Marina di Ostuni, Marilleva e Pila. Il valore dell’acquisizione si è attestato attorno ai 43,5 milioni di euro. A questo importo, si aggiungono ulteriori investimenti concordati da entrambi i partner del valore di 32,9 milioni, di cui 6,5 a carico di Valtur, per un’operazione complessiva di oltre 75 milioni di euro.

Andando a vedere i numeri dell’esercizio 2016/17, il tour operator aveva registrato oltre un milione di presenze, tra la stagione invernale e quella estiva, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente, a parità di perimetro. Secondo quanto spiegava un comunicato di ottobre del 2017, quindi 5 mesi fa, «questo conferma il trend di crescita avviato dalla nuova gestione Valtur, ossia la gestione successiva all’ingresso di Investindustrial. Il fatturato totale dell’anno, comprensivo anche dei ricavi ancillari, era stato di circa 86 milioni di euro, in crescita del 7% sull’anno precedente». Sempre nello stesso comunicato l’ad Elena David, diceva: «Sono dati incoraggianti che confermano la bontà delle strategie adottate. Valtur sta cambiando pelle: in controtendenza rispetto alle precedenti gestioni, puntiamo ad una clientela sensibile in primis alla qualità del servizio, piuttosto che alla mera variabile prezzo. Vogliamo portare valore offrendo un’esperienza di vacanza unica». L’ultimo esercizio si è chiuso con 80 milioni di perdite e un indebitamento verso terzi di 70 milioni di euro. La scelta di avanzare la domanda di concordato prenotativo sembra obbligata per poter elaborare un piano mentre i creditori sono alle porte.

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