Economia

A gennaio si accentua il calo dei consumi. In controtendenza…

  • Abbonati
  • Accedi
consumi

A gennaio si accentua il calo dei consumi. In controtendenza l’e-commerce

(marka)
(marka)

Riparte il Pil, scende la disoccupazione. Eppure i consumi degli italiani non solo non ripartono ma, per il secondo mese consecutivo, a gennaio 2018 diminuiscono. Lo riporta l’Istat, che registra per il primo mese dell’anno una diminuzione delle vendite al dettaglio pari allo 0,8% in valore e all’1,9% in volume. Il calo su base mensile è invece dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume. Nemmeno i saldi hanno dato ossigeno alle vendite che, ripresa o no, continuano a stagnare.

Rispetto a gennaio 2017, il calo risulta generalizzato (al -1,2%) per tutte le superfici di vendita, sia grande distribuzione, sia imprese operanti su piccole superfici. In controtendenza invece il commercio elettronico (introdotto per la prima volta nella rilevazione dell’Istituto statistico nazionale sui consumi), che registra un aumento del 2,4%.

Per quanto riguarda le categorie merceologiche, rispetto a dicembre 2017, le vendite di prodotti alimentari non registrano variazioni, mentre quelle di beni non alimentari diminuiscono dello 0,9% in valore e dell’1% in volume. Se a dicembre poteva esserci un “effetto natale”, a gennaio avremmo dovuto registrare un “effetto saldi”, che invece non si vede. tanto è vero che lo stesso schema si replica nel confronto con gennaio 2017: sia le vendite di prodotti alimentari sia quelle di prodotti non alimentari registrano variazioni negative; i primi diminuiscono dello 0,5% in valore e dell’1,8% in volume, i secondi dell’1% in valore e dell’1,5% in volume.

È importante segnalare che proprio a èartire da gennaio 2018 l’Istat estende il campo di osservazione del commercio al dettaglio, includendo anche le imprese che svolgono come attività prevalente il commercio elettronico. Gli indici sull’e-commerce - spiega l’Istat - hanno un peso sull’indice generale dell’1,9% e misurano l’andamento delle vendite online «effettuate da imprese o stabili organizzazioni residenti in Italia a controllo nazionale o estero, la cui attività economica prevalente o esclusiva è la vendita al dettaglio attraverso Internet».

Si tratta di un indicatore sulle vendite (nazionali e non globali) delle imprese del settore commerciale residenti in Italia e non di un indicatore degli acquisti effettuati su internet dai consumatori residenti. Quindi se un consumatore, residente in Italia, acquista su un sito appartenente a un’impresa residente all’estero, questo non si rifletterà sull’indicatore, ma se un consumatore, residente o meno nel nostro Paese, acquista tramite Internet su un sito gestito da un'impresa residente in Italia, questo verrà colto nell’indicatore di commercio elettronico.

Confrontando i dati delle vendite del commercio tradizionale con quello online, l’Istat rileva una dinamica «decisamente più sostenuta» rispetto a quella dell’indice generale nell’arco dell'ultimo biennio, con la sola eccezione di aprile 2017.

© Riproduzione riservata