Economia

Valtur, spezzatino e licenziamenti collettivi

  • Abbonati
  • Accedi
lavoro

Valtur, spezzatino e licenziamenti collettivi

Per Valtur non tornano i conti. Ieri, al Mise, i rappresentanti del tour operator hanno incontrato i sindacati, Filcams, Fisascat e Uiltucs, per annunciare di aver depositato una procedura di concordato preventivo liquidatorio ex articolo 161, comma 6. Nei prossimi 120 giorni verrà presentato il piano liquidatorio e al di là della formula, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, i rappresentanti della società, che fa capo a Investindustrial, hanno precisato di voler procedere a uno spacchettamento. Quindi restituire alla proprietà o cedere i villaggi. Sul marchio non vi è, per ora, alcun progetto.

Nel corso dell’incontro Valtur ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni recapiterà ai sindacati la lettera di avvio procedura per licenziamento collettivo per 120 addetti diretti a tempo inderminato. Per gli stagionali c’è invece un grande punto interrogativo. La stagione estiva è ormai alle porte e non si sa che cosa accadrà quest’estate, anche, come dicono fonti sindacali, i rappresentanti della società hanno spiegato che «la stagione invernale è andata bene» e «ci sono diverse persone che hanno già prenotato e cominciato a pagare le vacanze. Siamo in contatto con i lavoratori della sede che cominciano a essere chiamati dai clienti».

Forte la preoccupazione dei sindacati che non si attendevano un esito come quello prospettato ieri, dopo che, circa due anni fa, lo storico tour operator era entrato nel portafoglio di Investindustrial. «Bonomi vuole liquidare Valtur senza nessuna attenzione per il contesto produttivo del nostro Paese - spiega Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale -. Non è stato presentato nessun piano di rilancio, ma solo l’intenzione di uscire dalla partita con meno spese possibili». A pochi mesi dall’inizio delle stagione estiva Valtur che, nel mezzogiorno, dà lavoro, nel picco della stagione turistica estiva, a un migliaio di lavoratori stagionali tra diretti e indiretti, dà quindi forfait e «ci lascia esterrefatti - dichiara Elena Vanelli dell’ufficio sindacale Fisascat Cisl nazionale -. Il concordato liquidatorio significa che non c’è alcuna intenzione di continuare l’attività e che, dopo 75 giorni dall’arrivo della lettera di avvio procedura, 120 persone si ritroveranno senza un posto di lavoro. A queste bisogna poi aggiungere gli stagionali che, tra diretti e indiretti, arrivano a un migliaio».

Il Mise ha manifestato la disponibilità a seguire la vertenza che riguarda uno dei più importanti marchi del turismo nazionale. Vanelli conferma che i sindacati tenteranno «di ricondurre il confronto al Mise verso una soluzione di prospettiva occupazionale e di rilancio di quella che rimane una delle principali realtà del turismo in Italia e che rappresenta, soprattutto nel Mezzogiorno, una risorsa occupazionale ed economica fondamentale».

© Riproduzione riservata