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Il crollo dei prezzi mette a rischio la filiera dello zucchero

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Il crollo dei prezzi mette a rischio la filiera dello zucchero

(Marka)
(Marka)

Fino all’agosto scorso costava 600 euro a tonnellata. Oggi il prezzo di vendita dello zucchero è crollato a 350 euro. Una caduta verticale che è la conseguenza della fine del regime delle quote. E di una liberalizzazione cavalcata soprattutto da Germania e Francia, che hanno aumentato del 20% le superfici agricole bieticole generando in Europa un eccesso di produzione di 3,5 milioni di tonnellate e dando il via, di fatto, a una guerra dello zucchero nella quale l’Italia, come il resto del Sud Europa, rischia di soccombere.

L’allarme arriva da Coprob, la maxi coop di Minerbio, nel Bolognese, a cui fanno capo settemila bieticoltori tra Emilia Romagna e Veneto: una impresa da 200 milioni di euro di fatturato destinata a rimanere l’unica realtà produttiva italiana del settore saccarifero quando sarà completata la riconversione dello stabilimento Eridiana Sadam di San Quirico, nel Parmense, che fa capo al gruppo Maccaferri.

Coprob ha lanciato una campagna di raccolta di firme tra le aziende agricole e i consumatori per sostenere un patto di filiera con l’industria alimentare e la grande distribuzione organizzata, sotto l’egida istituzionale delle Regioni Emilia Romagna e Veneto. Obiettivo: aumentare il prezzo di vendita e portarlo a 480 euro a tonnellata. “Per noi sarebbe il punto di equilibrio”, dice Claudio Gallerani, presidente del gruppo cooperativo emiliano, che occupa stabilmente 250 dipendenti ai quali si aggiungono 250 stagionali.

«Con la liberalizzazione – prosegue Gallerani - si è innescata una corsa alla produzione che vede in testa i grandi produttori del Nord Europa. Germania e Francia in particolare puntano ad avere il monopolio del mercato in Europa». Monopolio che metterebbe a rischio la tenuta del settore bieticolo-saccarifero italiano, che conta oggi su soli tre stabilimenti (una volta erano 19), due dei quali di Coprob, tra Minerbio, quartiere generale, e Pontelongo in provincia di Padova. Impianti dai quali ogni anni escono oltre 300mila tonnellate di zucchero.

«All’Europa – prosegue Gallerani – chiediamo misure che consentano alla aziende della bieticoltura italiana di continuare ad esistere”. Il fabbisogno di zucchero nella Ue è stimato in 17 milioni di tonnellate (1,7 milioni in Italia). L’appello di Coprob è già stato raccolto dal presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, pronto a garantire “il massimo sostegno in Italia e a Bruxelles al patto per lo zucchero italiano».
superficie «Germania e Francia puntano al monopolio del mercato dello zucchero in Europa. Dobbiamo siglare un patto di filiera per trovare un punto di equilibrio».

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