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Dall’estero per dirsi «sì» in Sardegna: un business da…

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Dall’estero per dirsi «sì» in Sardegna: un business da 80 milioni

L’altra faccia del turismo vale 80 milioni euro. È quella dei matrimoni degli stranieri che, per convolare a nozze, scelgono gli angoli più suggestivi e singolari dell’isola. Dalle spiagge ai villaggi nuragici, dalle vecchie miniere ai palazzi storici continuando con strutture campestri e altri luoghi caratteristici. Un settore che mette assieme wedding planner, ristoratori e albergatori e servizi: dai trasporti ai fotografi, continuando con tutto ciò che può essere collegato all’evento. Dati significativi che possono crescere ulteriormente.

Lo scorso anno le coppie di stranieri che hanno scelto di convolare a nozze nell’isola, prediligendo Cagliari, Alghero e Bosa sono state 150. Naturalmente non sono le uniche località dato che da tempo anche altri spazi “istituzionali” fanno da scenario per la celebrazione dei matrimoni civili. E riguardano un po’ tutta l’isola. Ai luoghi più gettonati si devono poi aggiungere quelli che stanno emergendo. Non a caso le amministrazioni hanno dato il via libera alle delibere con cui si autorizzano le nozze in luoghi alternativi.

E così mentre a Pula (una trentina di chilometri da Cagliari) ci si sposa davanti al mare a Quartu Sant’Elena la scelta potrà essere tra la sala consiliare e la sala Giunta nel Palazzo Municipale, la Sala Affreschi dell’Ex convento dei cappuccini. A Carbonia le nozze si celebrano nel parco nuragico mentre a Masua in una galleria ex mineraria a picco sul mare e con vista davanti al faraglione di Pan Zucchero.

I numeri possono ancora “migliorare”, come emerge dallo studio illustrato nel corso del seminario sul wedding tourism promosso dalla Regione (assessorato del turismo) e realizzato dall’agenzia in house Sardegna impresa e sviluppo (Bic Sardegna). Per ciascun matrimonio la spesa media degli stranieri è di circa 50 mila euro. Sulla quantificazione di ciò che si spende e movimenta in termini di denaro un matrimonio (organizzazione e non solo) c’è da considerare anche la permanenza degli sposi prima e dopo le nozze per la luna di miele. Nel 61 per cento dei casi gli sposi si trattengono per un periodo che va dai 7 ai 15 giorni.

Spesso anche gli ospiti ne approfittano per trattenersi qualche giorno in vacanza. A prediligere gli scenari sardi, oltre ai connazionali provenienti da altre regioni, i paesi di provenienza degli sposi vanno dalla Gran Bretagna alla Svizzera, continuando con Francia e Germania, Russia, Olanda e Austria. Un fenomeno in crescita che vede aumentare sia gli spazi a disposizione sia le iniziative volte a professionalizzare il settore. In Sardegna le aziende che si occupano di matrimoni sono meno di cento, ma anche questi numeri sembrano destinati a crescere.

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