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Vino, Santa Margherita frizzante: il fatturato cresce del 7,4%

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Vino, Santa Margherita frizzante: il fatturato cresce del 7,4%

Acquisizioni e investimenti che vanno di pari passo con la crescita. Sono infatti queste le variabili del bilancio 2017 di Santa Margherita Gruppo vinicolo, azienda che dallo scorso anno è entrata nella Top ten Mediobanca delle aziende vinicole italiane per giro d’affari e tra i primi 6 brand privati escluse cioè le cantine sociali. Un nuovo risultato positivo che segue i progressi già a doppia cifra fatti registrare lo scorso anno. Il giro d’affari infatti ha raggiunto quota 168,7 milioni di euro con una crescita del 7,4% e un nuovo record anche sul fronte produttivo con il numero di bottiglie che ha superato per la prima volta la soglia dei 20 milioni di pezzi.

Il 2017 è stato un anno chiave per il gruppo non solo per i risultati messi a segno ma anche per gli importanti investimenti effettuati. Si calcola infatti che le misure adottate e le acquisizioni realizzate abbiano impegnato una somma di circa 79 milioni di euro.
Una importante stagione di acquisizioni
In primo luogo è stato avviato il nuovo Centro aziendale Vittorio Emanuele Marzotto a Fossalta di Portogruaro (Venezia) ma soprattutto nel corso dell’anno sono state perfezionate due rilevanti acquisizioni: da un lato quella della Cantina Cà Maiol in Lombardia, nell’area della promettente Doc Lugana e dall’altro della Cantina Mesa, nel Sulcis Iglesiente in Sardegna.
«Con questi due ingressi – spiegano al Gruppo Santa Margherita – la crescita è stata del 7,4%. Al netto delle due operazioni invece sarebbe stata del 5,3% confermando così il trend di forte sviluppo del Gruppo».
La crescita a valore ha registrato incrementi di rilievo in quasi tutte le aree nelle quali l’azienda è presente: si va infatti dal +20,9% dell’area Asia-Pacific al +19,2% di Europa, Medio Oriente e Africa, al +11,2% messo a segno in Canada. Negli Stati Uniti invece, primo mercato del Gruppo, la consociata Santa Margherita Usa ha fatto registrare un progresso del 5,8%. Ma – forse tra i dati più significativi - molto positiva è stata anche la performance messa a segno sul mercato domestico dove le vendite sono aumentate del 7,7% con un incremento superiore alla media del Gruppo.

Marzotto: rafforzata la leadership nei vini bianchi
«Si tratta di risultati che ci lasciano molto soddisfatti – ha commentato il presidente di Santa Margherita Gruppo vinicolo, Gaetano Marzotto – che confermano la nostra tensione allo sviluppo operando sia su linee interne che esterne. Fra le prime, l’avvio del Centro aziendale Vittorio Emanuele Marzotto che ha adeguato le nostre capacità produttive alle sfide dei prossimi anni. Il tutto senza dimenticare le due acquisizioni strategiche, Cà Maiol e Cantina Mesa – che rafforzano la nostra leadership nei vini bianchi di qualità e ci permetteranno di esplorare il potenziale di nuovi vini varietali come Lugana e Vermentino. Questa tensione allo sviluppo è dimostrata anche dai 180 milioni di euro investiti nell’ultimo decennio con una forte accelerazione proprio nel 2017».
Nicoletto: vigneti a quota 624 ettari, e non è finita
«Lo scorso anno – ha aggiunto l’ad di Santa Margherita, Ettore Nicoletto – ha confermato la scelta del Gruppo di riequilibrare la strategia di approvvigionamento delle uve attraverso nuove acquisizioni. Oggi conduciamo 624 ettari di impianti al 72% di proprietà. Quest’anno oltre alle due aziende Cà Maiol e Cantina Mesa abbiamo anche rilevato 50 ettari di vigneti nell’area del Prosecco Doc con un ulteriore investimento di 10 milioni di euro. Si tratta di un percorso obbligato per rispondere alla costante crescita del Gruppo in termini sia quantitativi che qualitativi».

A completare il novero degli investimenti effettuati nel 2017 anche l’acquisizione di nuovi ettari in Franciacorta per la controllata Cà del Bosco (anche se non è stata resa nota l'entità dell'operazione) oltre al completamento dei lavori anche nel centro aziendale di Greve in Chianti in Toscana. «E la campagna di investimenti per arrivare a un ulteriore rafforzamento aziendale non si chiude qui – continua Nicoletto -. Investiremo ancora in tecnologia nei nostri centri aziendali mentre sotto il profilo produttivo, aver scommesso tanto sui vini bianchi, ci porterà ora a guardare a nuove opportunità del settore dei vini a bacca rossa a cominciare dalle aree vocate della nostra regione d’origine, il Veneto».

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