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Così il grafene “mangia” il petrolio sversato in mare

INNOVAZIONE

Così il grafene “mangia” il petrolio sversato in mare

Il vantaggio era evidente da tempo, con una capacità di assorbimento pari a 100 volte il suo peso. Il problema era però passare dalla fase di test al lavoro sul campo, rendendo il grafene una soluzione concreta per l’industria dell’Oil&Gas. Punto di arrivo raggiunto da Directa Plus e Sartec (gruppo Saras), che uniscono le forze per sviluppare un sistema industriale per il trattamento delle acque di processo contaminate da petrolio.

L’uovo di colombo è è un prodotto a base di fogli di grafene, già utilizzato nelle emergenze ambientali. L'accordo fa seguito a una fase di ricerca congiunta, in cui i test industriali hanno dimostrato un'efficacia della nuova tecnologia di molto superiore ai sistemi attualmente disponibili sul mercato per il trattamento delle acque industriali.

A conclusione della fase di test, nel secondo trimestre del 2018, le due società svilupperanno un impianto pilota, con l'obiettivo di rendere disponibile la tecnologia per l'industria dell'Oil&Gas.
Il sistema sarà in grado di trattare secondo gli standard richiesti dal settore grandi volumi di acque industriali derivanti dai processi produttivi della filiera dell'Oil&Gas, rendendo possibile il recupero degli olii assorbiti; lo stesso grafene potrà essere riutilizzato più volte, rendendo la soluzione ancora più efficiente.
L’efficacia assorbente è fino a cinque volte superiore ai prodotti attualmente disponibili, riuscendo ad adsorbire contaminanti per oltre 100 volte il proprio peso. Già testato e utilizzato in Italia, Romania e Nigeria, il prodotto è approvato dal Ministero dell'Ambiente per l'utilizzo in situazioni di emergenza e troverà ora anche applicazione industriale, con la nuova soluzione sviluppata da Directa Plus e Sartec.

L'impianto pilota, la cui conclusione è prevista entro fine 2018, sarà un impianto mobile in grado di trattare fino a 500 metri cubi di acque contaminate al giorno. Nel frattempo, Directa Plus e Sartec attiveranno i primi contatti commerciali con la filiera, sia con i produttori, per lo sviluppo di sistemi di trattamento all'interno degli impianti produttivi, che con le raffinerie, per le quali l'impianto mobile rappresenta una soluzione di emergenza per far fronte a potenziali perdite di petrolio.
«Grazie all'accordo con Sartec - spiega Giulio Cesareo, fondatore e Ceo di Directa Plus - il prodotto Grafysorber fa il suo ingresso nel settore dell'Oil&Gas, dove la decontaminazione delle acque dal petrolio è un problema chiave a cui la nostra tecnologia risponde con grande efficacia. Non solo dal punto di vista delle performance, ma anche perché, consentendo il recupero degli oli adsorbiti, risolve un problema sempre più rilevante di sostenibilità ambientale»

«Questo accordo - aggiunge Fernando Ferri, Presidente di Sartec - segna un importante passo avanti per Sartec, verso un'offerta sempre più completa di servizi per l'industria dell'Oil&Gas. Inoltre, la partnership tra Sartec e Directa Plus permetterà di sviluppare un'applicazione all'avanguardia nel campo del trattamento delle acque contaminate, con importanti ricadute potenziali per molti altri settori industriali. Non vediamo l'ora di mettere in atto i prossimi step di questo progetto, che siamo convinti alzerà gli standard del settore».

Directa Plus, basata a ComoNext a Lomazzo, è uno dei più grandi produttori e fornitori di prodotti a base grafene destinati ai mercati internazionali consumer e industriali, quotata sull’Aim di Londra dal 2016.

Sartec, controllata da Saras, disegna e ingegnerizza soluzioni integrate per migliorare le performance dei processi industriali.

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