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Di carta o digitale, ecco come la tecnologia può «salvare»…

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a milano al via book pride

Di carta o digitale, ecco come la tecnologia può «salvare» il libro

Restano ancora esperienze isolate ma dal mondo dell’editoria emerge chiaro il tentativo di sperimentare nuove strade, nuovi modelli di fruizione della lettura, sfruttando al massimo le potenzialità della tecnologia. Partendo da un dato (numeri Aie): nel 201 6 la produzione di titoli di ebook è aumentata del 2 9,6 %, ovvero 81.035 rispetto alle 62.544 del 201 5. «In termini di fatturato gli ebook , con circa 63 milioni di euro, coprivano a fine 201 6 una quota del 5,2% dei canali trade (+ 23,5 % sul 201 5)». Se si considera poi il digitale in senso più ampio, cioè non solo ebook ma anche banche dati e servizi web ad aziende e professionisti la percentuale di penetrazione sul mercato sale al 13 per cento. Un balzo evidente rispetto al quinquennio precedente quando si fermava al 5,2 per cento.

E questo nonostante il fatto che i lettori di ebook, che sono circa 4,2 milioni, non sono in aumento ma anzi calano se pur di poco (4,7 milioni del 2015) e nonostante il fatto che sono ancora davvero una fetta piccola della popolazione: il 7,3% della popolazione con più di 6 anni. « Dopo i primi anni di forte crescita, quindi, anche la lettura di e-book presenta segnali di rallentamento - registra - Aie. Il 37% dei lettori compone mix diversi di carta ed ebook ( erano il 28% nel 2015); solo l’1% dichiara di leggere libri esclusivamente in formato ebook (altri istituti di ricerca indicano un 3% di lettori che scelgono prevalentemente e - book, non escludendo l’occasionale libro cartaceo)».

Emerge tuttavia un nuovo protagonista destinato ad intervenire sempre più prepotentemente nella modalità di fruizione della lettura: i device. Nel 2016 gli italiani hanno comprato più di 900 mila e-reader - 9,4% sul 2015) e 2,4 milioni di tablet ( - 7,6% sul 2015 ). «E soprattutto hanno speso 3, 6miliardi di euro per l’acquisto di smartphone, di cui una parte sempre più consistente con schermi da 5” - 7” e quindi con caratteristiche di portabilità e funzionalità maggiori . Queste caratteristiche hanno portato lo smartphone a diventare il device di riferimento per cercare e trovare i informazioni, notizie, servizi e, sempre più spesso, leggere e - book e testi complessi».

Tutte indicazioni perfettamente coerenti con quanto emerso dall’indagine sulle abitudine di degli italiani diffusa alla presentazione di Book Pride, la Fiera internazionale dell’editoria indipendente in programma a Milano fino a domenica. Elaborando i dati forniti dall’Istat emerge che «i titoli per i quali si rende disponibile l’edizione digitale sono soprattutto quelli dei libri di avventura e libri gialli per cui gli e-book arrivano all’82,7% dei volumi a stampa» e che «il 14,3% degli e-book proposti nel 2016 presenta contenuti o funzionalità aggiuntive rispetto alla versione a stampa della stessa opera».

Ma la tecnologia sta incrementando le esperienze finalizzate ad intercettare nuove possibilità di business. Come ad esempio il ricorso al crowdpublishing. Un esempio è bookabook, una delle prime casa editrice italiana in crowdpublishing. Funziona in questo modo: dopo una pre-selezione qualitativa delle proposte, a cura di editor professionisti, viene affidata ai lettori l’ultima parola sulla scelta dei libri da pubblicare. I lettori possono cioè scaricare gratuitamente l’anteprima di un libro. A questo punto se vogliono continuare la lettura possono pre-ordinare una copia nel formato che preferiscono, cartaceo o ebook. Attorno a ogni libro si costruisce così una community di lettori che si innamorano del progetto prima ancora che sia pubblicato. Finora sono state portate avanti oltre 70 campagne. Attualmente i lettori della community online sono oltre 50.000 e delle campagne in crowdfunding il 43% raggiungono il goal. Nel triennio 2014-2016 sono stati venduti 18mila libri, 32mila sono quelli venduti del 2017 per un totale complessivo di 50mila.

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