Moda24

Chopard accelera sulla strada della sostenibilità

oro etico

Chopard accelera sulla strada della sostenibilità

Anche se oggi è una delle caratteristiche più ricercate e importanti per un’azienda, soprattutto agli occhi di consumatori sempre più consapevoli, sostenibili non si diventa di punto in bianco. È un processo lungo, complesso, segnato anche dall’evoluzione tecnologica.

Per questo, quando nel 2013 la maison svizzera Chopard ha deciso di voler diventare un’azienda sostenibile, ha chiamato il suo progetto “The Journey”, il percorso: una strada che ha già avuto tappe importanti, come il lancio dei primi gioielli e dei primi orologi realizzati in oro “etico”, proveniente cioè da miniere certificate, e anche di una linea di profumi con ingredienti da produzioni eque e solidali.

Finora si trattava di pezzi limitati, Chopard è ora pronta a compiere un ulteriore, più ambizioso passo: dal prossimo luglio per tutte le creazioni userà soltanto oro etico. L’annuncio è stato fatto a Baselworld, fiera che si è chiusa ieri (si veda l’articolo a fianco) e ha in Chopard uno dei suoi più attivi sostenitori. Tre le novità presentate dalla maison, le edizioni celebrative dei 25 anni dell’orologio Happy Sport e dei 30 del Millemiglia, oltre alla nuova Green carpet collection, la collezione di alta gioielleria in oro etico. Chopard ha alzato inoltre l’asticella delle certificazioni del suo oro: a novembre è entrata nella Swiss Better Gold Association, ong formata da aziende svizzere che lavorano con il metallo, ed è fra i pochi marchi ad aver scelto di seguire i criteri di sostenibilità più ristretti del protocollo Chain of Custody del Responsible Jewelry Council, di cui fa parte dal 2010.

Un modo per rispondere alle critiche di Human Rights Watch: l’ong, pur lodandone le buone intenzioni, in un report ha dichiarato che quasi tutti i big della gioielleria difettano ancora in trasparenza sulle fonti di approvvigionamento dell’oro.

Per migliorare la tracciabilità, si sta lavorando per portare il modello della blockchain, nato in ambito delle valute virtuali, all’oro e ai diamanti (De Beers lo ha già adottato). Infine il Kimberly Process, che dal 2003 regola la produzione e il commercio di diamanti, ha appena avviato un percorso di revisione proprio per migliorare alcuni criteri ritenuti troppo blandi.

© Riproduzione riservata