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Mareggiate in Calabria, a rischio stagione turistica e cipolla di…

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Mareggiate in Calabria, a rischio stagione turistica e cipolla di Tropea

(Ansa)
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Le onde hanno invaso le strade, allagato case, cantine e garage, risucchiato i lungomare, penetrando nell’entroterra per alcune centinaia di metri oltre il confine della costa. La Calabria tirrenica fa i conti con il mare forza 8: l’eccezionale mareggiata della scorsa settimana, causata da venti di burrasca al largo del Tirreno, ha scavallato ogni barriera di protezione, distruggendo intere marine dove stavano partendo i preparativi per la prossima stagione estiva. Danneggiate strutture balneari e altre attività commerciali, sgomberati palazzi e trasferite famiglie in difficoltà.

«Sono in atto da giorni sopralluoghi e ricognizioni per valutare l’emergenza, provvedere al rispristino dei luoghi e alla definizione di misure a sostegno delle imprese. Abbiamo richiesto lo stato di calamità naturale – dichiara il presidente della Regione Mario Oliverio – E stiamo programmando da subito azioni anche sul medio periodo». La situazione, dunque, necessita di un intervento nazionale immediato. In alcune zone sono già in azione Anas e Rete ferroviaria italiana.
Fuscaldo, San Lucido, Amantea, Nocera Terinese e Falerna fra i comuni maggiormente colpiti, compresi nella fascia costiera tra Cosenza a Catanzaro. A Bonifati, dove era stato avviato un cantiere per lavori sul litorale, le onde hanno smantellato l’area. «Il programma di interventi già definiti, che impegna risorse per oltre 60 milioni di euro, non subirà rallentamenti – assicura l’assessore alle Infrastrutture, lavori pubblici e mobilità Roberto Musmanno – anzi prevediamo rimodulazioni e varianti di precedenti interventi di spesa per sostenere i comuni che si preparano ad accogliere il turismo estivo. Apprezziamo lo spirito di iniziativa di molti operatori che si sono già rimboccati le maniche per fronteggiare autonomamente le criticità».

“Abbiamo richiesto lo stato di calamità naturale”

Mario Oliverio, presidente della Regione 

A Nocera Terinese compromesse le culture della cipolla rossa di Tropea. «Sono coltivazioni di pregio posizionate su terreni sabbiosi, proprio in riva al mare – spiega Fernanda Gigliotti, ex sindaca, sempre attiva sul territorio - Registriamo danni alla pubblica illuminazione, alle reti idriche e fognarie. Scontiamo anni di mancata prevenzione. Ma ora, considerata l’imminente stagione estiva dobbiamo impedire ritardi e perdite economiche, quindi ripulire, bonificare. Dare agli imprenditori la possibilità di ricominciare».

Carlo Tansi, geologo a capo della Protezione Civile regionale, ha una visione scientifica dell’accaduto. Ricercatore del Cnr Irpi (per la protezione idrogeologica) ha davanti i dati relativi alle mareggiate in Calabria. Ricorda gli eventi del’76 e dell’87, quando il mare penetrò all’interno per 3 chilometri. «In 50 anni la costa cosentina e catanzarese è arretrata mediamente di 120 metri, questo vuol dire che è sempre più vicina alle case. Ma il problema è a monte - spiega – La speculazione edilizia dissennata ha ristretto i fiumi riducendoli a canali incapaci di portare al mare il nutrimento necessario per le spiagge, quei detriti delle alluvioni che il moto ondoso ridistribuisce lungo le coste. In alcuni casi anche l’eccessivo “imbrigliamento” dei fiumi ha ridotto la velocità dell’acqua. E l’abusivismo ha fatto il resto, cancellando le dune costiere».
Intanto si procede con l’applicazione dei masterplan regionali per la protezione della costa, collocando strategicamente i “pennelli”, massi concatenati che limitano l’erosione marina. «Questo consente di evitare che per effetto degli interventi di singoli comuni la spiaggia cresca a nord e si riduca a sud – conclude Tansi - Un’iniziativa tecnicamente perfetta che spesso, però, rallenta nelle stanze della burocrazia».

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