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Musica nel carcere minorile per una seconda chance ai ragazzi

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Musica nel carcere minorile per una seconda chance ai ragazzi

La seconda chance per sentirsi uguali ai coetanei e costruire un nuovo percorso. Con la musica e le canzoni. Partendo dal carcere minorile. Un progetto ambizioso che Mozart 14, onlus no profit fondata da maestro Claudio Abbado prima della sua scomparsa e ora diretta dalla figlia Alessandra cerca di portare avanti con “Leporello” progetto di punta di una serie di iniziative, realizzato con il sostegno di Fondazione Maccaferri, Siae (Società italiana degli autori ed editori), Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Hera e i ragazzi reclusi dell'Istituto penale minorile di Bologna.

«Attraverso la musica, il farla insieme, i ragazzi dell’Istituto penale minorile di Bologna hanno dato vita a tre magnifiche canzoni, Diamanti, Horea e Andiamo Avanti, espressione delle loro esperienze di vita, dei loro desideri, dei rimpianti e dei sogni per il futuro – spiegano i promotori –. Parole, musica, giovani e futuro sono le parole chiave del lavoro svolto».

Con i brani, scritti collegialmente, i giovani detenuti (di età compresa tra i 14 e i 24 anni) cercano di rappresentare la loro condizione, partendo dagli errori e giungendo poi alla necessità di saldare il debito con la società. Non è comunque tutto.
L'Associazione Mozart14 ha deciso di dare ancora più corpo alle canzoni realizzando tre videoclip (riprese e montaggio di Marinella Rescigno e Davide Pastorello) e un reportage fotografico (a cura di Manuel Palmieri).
«Grazie alla fondamentale collaborazione della Direzione del Centro per la Giustizia Minorile (Cgm) e dell’Ipm – dice Alessandra Abbado, presidente di Mozart14 – gli operatori sono entrati dentro le mura carcerarie per filmare e fotografare i laboratori musicali e le sessioni di registrazione delle canzoni». Progetto che, come precisa la presidente «non vuole essere mero intrattenimento musicale ma crea un percorso formativo importante».

Viaggio nella musica che continua all’interno del Carcere Minorile, dove le attività di Leporello si svolgono ogni settimana. « Mi auguro che queste tre canzoni (che adesso non si possono commercializzare ma che diffondiamo sui nostri canali social) – chiarisce la presidente – vengano cantate e condivise dai coetanei dei giovani che le hanno scritte, proprio allo scopo di superare le barriere che rinchiudono non solo il corpo ma anche l’anima e la voce dei ragazzi dell’Ipm di Bologna». Il 26 maggio, invece, va in scena, aperto al pubblico, il concerto del Coro Papageno.

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