Impresa & Territori

Al via il progetto per rilanciare Albarella dopo il tornado di un anno fa

ambiente e turismo

Al via il progetto per rilanciare Albarella dopo il tornado di un anno fa

«Guardi, guardi qui. Adesso sembra un prato ma se lei fosse venuta soltanto un anno fa, si sarebbe ritrovata in un bosco di alberi secolari». Lucio fa l’autista, è di Porto Viro, e durante l’estate è di casa qui ad Albarella, l’isola privata nella laguna a sud di Venezia, nel cuore del parco naturale del delta del Po. Fa da Cicerone sotto una pioggia battente, lasciando capire che per chi la ha conosciuta prima del 10 agosto del 2017, Albarella, all’inizio di questa stagione turistica, si presenta con un volto molto diverso. Emma Marcegaglia, che ha iniziato a venirci da bambina, ricorda il primo momento in cui è arrivata dopo il downburst, la violenta tempesta di San Lorenzo dell’anno scorso: «È stato un tuffo al cuore».

La tempesta ha letteralmente sradicato oltre 8mila alberi, distrutto 50 auto e creato 5 milioni di danni secondo una stima di Albarella srl, la società che fa capo al gruppo Marcegaglia e che gestisce la comunione dell’isola. Questo, che il signor Lucio chiama un posto per i fortunati per la dimensione naturalistica e paesaggistica che lo caratterizza, «se riesce ad andare al campo da golf magari può incrociare alcuni esemplari della numerosa comunità di daini e se riuscisse a fermarsi magari potrebbe vedere i particolari flaminghi dell’isola», dice, è sì un luogo ferito ma è anche un luogo dove c’è stata «una capacità di reazione immediata - ricorda Marcegaglia, vicepresidente e amministratore delegato dell’omonimo gruppo -. Le nostre squadre sono entrate in azione per aiutare gli abitanti e i turisti immediatamente. Non ci sono stati feriti ma i danni sono stati ingenti. Abbiamo lavorato ininterrottamente e in 24 ore, anche grazie all’intervento dei Vigili del fuoco e della Protezione civile siamo stati in grado di riaprire le strade, le spiagge, i ristoranti. Eravamo nel pieno della stagione turistica e sull’isola c’erano più di 15mila persone».

Chi c’era sicuramente non dimenticherà la potenza distruttiva della natura in pochi minuti, ma ritornando troverà un luogo familiare eppure diverso. Subito dopo la tempesta, la società Albarella srl ha chiamato a raccolta i 3mila proprietari dell’isola per coinvolgerli nell’idea di fare un bando internazionale rivolto ai più importanti paesaggisti per rilanciare l’isola ferita. È stato scelto lo studio Coloco di Parigi che ha «ideato un progetto a matrice che verrà realizzato nell’arco di 3 anni. Il punto di partenza sarà la dorsale dell’isola - spiega Marcegaglia - e verrà poi esteso a matrice alle diverse aree colpite. Lo spirito non è quello di ripiantare gli alberi ma di ripensare e rilanciare l’isola». Albarella srl è stato il primo grande investimento del gruppo Marcegaglia nel turismo. Oggi la popolano 3mila proprietari, mentre Albarella srl possiede circa il 35% dei metri cubi ed amministra la comunione. Il progetto di rilancio «prevede un investimento di 1,5 milioni di euro e coinvolgerà i vivaisti del territorio - precisa Marcegaglia -. È un progetto che vuole rafforzare il rapporto con la comunità locale e creare nuova occupazione e verrà finanziato senza aumentare le spese condominiali. È un’iniziativa privata per ora: abbiamo un fondo abbastanza capiente per realizzare l’investimento, ma chiederemo comunque l’accesso ai fondi europei e regionali». Nel picco della stagione turistica ad Albarella lavorano circa 500 addetti e questo progetto, che vuole essere l’inizio di una serie di iniziative per rilanciare l’isola, ha tra i suoi obiettivi anche la creazione di nuovi posti di lavoro.

Come ha spiegato il paesaggista Miguel Georgieff dello studio Coloco che si è formato, tra l’altro, alla scuola nazionale superiore del paesaggio di Versailles e ha ideato molti progetti di urbanistica a Parigi e in altre capitali in tutto il mondo, «per la natura la catastrofe è un’opportunità, un paesaggio da creare per i prossimi 50 anni. Abbiamo visto che sull’isola c’è una predominanza di pini marittimi e pioppi bianchi, ma dato il fenomeno che è accaduto il progetto si pone l’obiettivo di prevenire il rischio climatico, creare una diversificazione e un arricchimento biologico, coinvolgere la comunità».

Gioca su piante diverse per altezza e foliage e vuole creare con i colori del paesaggio, seguendo il corso naturale delle stagioni e ideando nuovi percorsi che potranno portare alla scoperta di Albarella. Per fare nuove esperienze, dedicate ai proprietari che frequentano Albarella da una vita ma anche ai turisti tra cui primeggiano i russi, seguiti dai tedeschi che, tra l’altro sono anche il 10% dei proprietari, dai nordici e dagli italiani. Il rilancio dell’isola è partito.

© Riproduzione riservata