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La qualità spinge il vino siciliano

Vitivinicoltura

La qualità spinge il vino siciliano

Una crescita inferiore alle regioni concorrenti ma una buona redditività, un leverage nella media pur in presenza di tempi di incasso più lunghi e una buona affidabilità creditizia per oltre la metà del campione regionale. Sono i punti salienti dello studio dedicato al settore vitivinicolo realizzato da UniCredit e presentato a Palermo nell’ambito del Forum delle economie e diffuso in vista di Sicilia en Primeur, l'annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia e in programma a Palermo dal 3 al 7 maggio. Una ricerca che ha fatto il punto sullo stato di salute del comparto in Sicilia (quarta regione per produzione, dopo Veneto, Puglia ed Emilia Romagna) dove si produce oltre il 10% del vino italiano. «I vini Dop e Igp hanno raggiunto l’80% della produzione regionale - si legge -. La Sicilia è la prima regione italiana per superficie a vite biologica con 38.935 ettari (37,6% della superficie nazionale), seguita da Puglia e Toscana, con una crescita del 21% su base annua».

Un settore, quello siciliano, che punta sempre di più sulla qualità che ha dimostrato di essere fattore vincente sui mercati internazionali. «Come Consorzio Doc Sicilia - spiega il presidente Antonio Rallo - privilegiamo la crescita qualitativa della produzione vinicola siciliana aumentando così la competitività delle aziende e assicurando alla viticoltura della regione una strategia di lungo respiro. I paesi esteri su cui stiamo puntando di più sono gli Stati Uniti e la Germania. Per il quarto anno consecutivo il consiglio di amministrazione della Doc ha confermato il progetto promozionale in Usa e il raddoppio dell'impegno in Germania e in Italia». 

UniCredit scommette su aziende che investono su qualità

I numeri della Doc spingono sulla strada dell’ottimismo: «Nei primi tre mesi del 2018, sono già diventate 195 le aziende che imbottigliano Doc Sicilia a fronte delle 147 del 2017» dice Rallo. «Il riposizionamento verso l'alto delle produzioni vinicole siciliane, e l'aumento del valore unitario delle bottiglie, sono la via obbligata se vogliamo continuare nel trend positivo dello sviluppo del settore vitivinicolo- dice Alessio Planeta, presidente di Assovini che raggruppa 76 aziende siciliane -. Sappiamo da sempre che nel nostro settore l'analisi dei numeri è complessa. Lo è per gli intrecci tipici del mercato globale, per l'origine dei dati e per le specificità del settore produttivo, che va dal piccolo produttore artigiano alle multinazionali che confezionano nei paesi di appartenenza.

La Doc, un marchio comune per far crescere le imprese

A questi elementi ne va aggiunto un altro, ultimo ma non secondario: la componente dell'annata dei vini condizionata da variabili incontrollate come ad esempio i fattori climatici che incidono sulla vendemmia».

Per l’assessore regionale alle Risorse agricole Edy Bandiera, «c’è spazio per crescere ancora . Gli osservatori del vino ci dicono che la percezione del vino italiano nel mondo da qui al breve e medio periodo passa principalmente per poche regioni: il Piemonte e la Toscana, ovviamente e poi Triveneto e Sicilia. Non possiamo lasciarci scappare quest'opportunità. Le istituzioni che qui rappresento sono pronte a fare tutto ciò che è necessario». Anche UniCredit vuole giocare un ruolo di primo piano al fianco degli imprenditori del settore: «La nostra quota di mercato sui finanziamenti al settore vitivinicolo siciliano, pari al 27% circa, rappresenta una ulteriore conferma del buono stato di salute della Doc Sicilia- ha spiegato Salvatore Malandrino, Regional manager Sicilia di UniCredit -.

Per vincere le sfide sui mercati servono investimenti

Guardiamo con favore agli investimenti che le aziende vitivinicole stanno realizzando in termini di qualità del prodotto, e siamo convinti che nella competizione globale occorra una sforzo continuo per migliorare le organizzazioni all’interno delle aziende, realizzare economie di scala ed aumentare la massa critica per affrontare i mercati».

Appuntamento importante è Sicilia en Primeur: per la sua quindicesima edizione avrà come sfondo la città di Palermo e sarà ospite del Museo regionale d’arte contemporanea. All’insegna di cultura, ricerca e internazionalità, l’appuntamento di Assovini - che si terrà dal 3 al 7 maggio - dedicato all'anteprima dei vini siciliani, sarà anche un’occasione per celebrare il capoluogo siciliano, Capitale della Cultura Italiana 2018. Oltre a presentare in anteprima i vini dell’annata precedente, Sicilia en Primeur farà conoscere alla stampa italiana ed internazionale i mille volti del vino siciliano mettendo in degustazione oltre 500 vini delle cantine di Assovini Sicilia.

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