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A Mantova proteste contro la cartiera del riciclo

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A Mantova proteste contro la cartiera del riciclo

Mantova, Cartiera Burgo
Mantova, Cartiera Burgo

Tenete la sorpresa: per qualcuno a Mantova riciclare la carta è un’attività contro l’ambiente. Lo afferma il comitato del no che sabato scorso ha organizzato una manifestazione di protesta cui erano presente molte centinaia di persone contro il progetto con cui la Pro Gest (del gruppo cartario trevisano Trevikart, famiglia Zago) si accinge a riaprire la vecchia cartiera abbandonata della Burgo per farne un polo del riciclo della carta da macero.
Ciò che spaventa il comitato mantovano di contestazione è soprattutto la riattivazione dell’impianto energetico che produrrà l’elettricità e il vapore necessari a far funzionare la cartiera: sarà alimentata bruciando non carbone, non petrolio, non metano ma nientemeno che gli scarti della carta straccia raccolta dai mantovani sensibili al tema del riciclo.

Sabato attraverso il centro di Mantova è sfilato un corteo di molte centinaia di persone. L’armamentario dei comitati nimby è quello classico: gli striscioni scritti con la vernice a spruzzo sui lenzuoli, la lettera aperta dei genitori consapevoli, le denunce dei politici locali, il pronostico di malattie orribili lanciato dai ricercatori di nanopolveri e dai “medici per l’ambiente”, il coinvolgimento delle mamme informate, gli articoli indignati sul giornale provinciale, la protesta dei bambini inquadrati con le mascherine antipolvere, le interviste con voce affannosa alla tv cittadina. E tutti costoro hanno ragione: la cartiera disegnata dal geniale architetto Pier Luigi Nervi, quella che fu la cartiera più grande d’Italia, è chiusa da anni. Quando riaprirà, ogni mattina il parcheggio della fabbrica si riempirà delle auto di operai e impiegati, arriveranno i camion carichi di carta da macero raccolta con coscienza ambientale dai mantovani; partiranno i camion carichi di cartone da imballaggi.

Di conseguenza, la ciminiera tornerà a funzionare perché l’impianto termico tornerà a bruciare gli scarti della lavorazione della carta e produrrà energia.
Quindi il comitato dei contestatori dice: «Non siamo contro la riapertura della cartiera, figuriamoci, ma vogliamo un futuro meno inquinato per i nostri figli».

L’alternativa è alimentare la cartiera con un combustibile e riempire altri camion con questi scarti di carta mantovana che, dopo un’ora di strada, arriveranno all’inceneritore di Brescia, lontano dai polmoni di genitori consapevoli, medici delle nanopolveri e mamme antismog di Mantova.

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