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Bandi Por, il click day siciliano non piace nemmeno a Bruxelles

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Fondi Ue

Bandi Por, il click day siciliano non piace nemmeno a Bruxelles

Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione Siclia, Palermo. (Fotogramma)
Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione Siclia, Palermo. (Fotogramma)

Il più lapidario è stato il deputato europeo dei Cinque Stelle Ignazio Corrao: «Il Click Day è un fallimento ed è svilente». Ma nemmeno la Confcommercio siciliana scherza: «Più che un Click day è stato un Flop day».

Una bocciatura senza appello per il sistema utilizzato dalla Regione siciliana per la candidatura delle aziende che partecipano ai bandi a valere sui fondi dell’Unione europea. Un sistema finito nel mirino di imprese e professionisti: «Non funziona - dicono - e non premia il merito». E Corrao aggiunge: «Abbiamo sottoposto il problema direttamente alla Commissione europea, che ci ha manifestato tutta la sua perplessità, rispetto all’utilizzo di un criterio di selezione basato esclusivamente sulla velocità. Occorre subito modificare i criteri di accesso e rendere la qualità progettuale e la capacità di creare lavoro, come valori prioritari per selezionare i progetti e spendere meglio i milioni di euro a disposizione delle imprese».

Una vera e propria lotteria. Una storia, questa del click day, raccontata da Sole 24Ore nei dettagli cui Corrao aggiunge particolari di non poco rilievo: «È capitato addirittura che progetti presentati entro i 10 secondi dall’inizio del click day non siano riusciti a trovare il finanziamento». Questo insieme ad altri fatti definiti esasperanti: computer che si impallano, pagine che non si aggiornano in tempo reale, impossibilità a inserirsi per proporre la propria candidatura. Una casistica ampia che il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Palermo Fabrizio Escheri definisce una «lotteria»: «Si tratta di un sistema - dice Escheri- che rischia di mortificare qualsiasi sforzo di approfondimento e qualsiasi suggerimento dato agli imprenditori per progetti di lungo termine. Oggi, con questo metodo, diventa complicato anche il nostro lavoro perché il sistema di accesso al bando altro non è se non un terno al lotto con le variabili più disparate: dal ritardo anche di un solo secondo nella registrazione della domanda a possibili problemi legati al collegamento Internet. Ma anche a blocchi del programma messo a disposizione della Regione. Una sola di queste cose rischia di mandare in tilt mesi di lavoro e progetti importanti di investimento e, come è evidente, nessuna di queste variabili sopraelencate ha a che fare con la qualità del progetto. Questo dovrebbe portare a una riflessione». Una corsa contro il tempo e tanti altri ostacoli a dispetto del merito e della qualità che «non garantisce sempre pari condizioni per tutti i partecipanti a un bando pubblico. Alcuni associati ci hanno segnalato per un bando scaduto nei giorni scorsi anche rallentamenti nelle fasi immediatamente precedenti e successive all’apertura dello sportello. Ritardi che finiscono per avere pesanti ricadute sull’assegnazione delle risorse» ha detto al Sole 24 Ore il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro che chiede «maggiore efficienza ed efficacia» nei processi di assegnazione «delle risorse pubbliche» e una valutazione dei progetti da finanziare «non sulla base di un sistema a volte malfunzionante ma su criteri di ammissibilità e selezione oggettivi, per progetti produttivi capaci di generare ricchezza. Non è possibile pensare di affidare lo sviluppo a un click».

Per i responsabili regionali dei commercianti di Confcommercio, «il sistema telematico che dovrebbe aiutare gli imprenditori a partecipare ai bandi messo in piedi dalla Regione per accedere ai fondi UE ha fallito. Almeno, l'ultimo appuntamento, quello relativo all'avviso 3.1.1.03, ha fatto penare i funzionari di Confcommercio che hanno tentato invano di accedere alla misura “Aiuti alle imprese esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale». Confcommercio Sicilia parla di “sistema inaffidabile”: «Il portale gestito da Sicilia Digitale non ha funzionato all'apertura, proprio quando è importante arrivare tra i primi, essendo le istanze valutate in ordine cronologico - continua Confcommercio -. Il disagio causato dal malfunzionamento della piattaforma regionale si e' trasformato in un disservizio per le imprese associate. Stranamente, nel momento in cui il portale ha ripreso a funzionare, è risultato saturo non accettando più le nuove istanze. Non conosciamo i motivi, non esprimiamo giudizi ma ci pare evidente che debbano essere accertate le responsabilità».

Netto il giudizio di Corrao: «Com’è possibile far dipendere milioni di euro a sostegno delle imprese dalla velocità di un click e non dalla qualità e dalla capacità di creare lavoro di progetti imprenditoriali? Quanto denunciamo da anni - spiega Corrao - è stato perfettamente fotografato dall’inchiesta del Sole 24 Ore di oggi, si tratta cioè del paradosso che si è venuto a creare nell’utilizzo di questo strumento che, anziché aiutare le imprese, svilisce la qualità dei loro progetti. A rimanere fuori, per la minor velocità del click o della connessione, sono state magari idee validissime, superate da progetti imprenditoriali più scarsi e meno innovativi. Perdipiù le opportunità di accesso sono profondamente differenziate a seconda dei luoghi e questo, crea una disparità nell’utilizzo dei fondi europei».

Sul tema è intervenuto anche il sindacato. «Il click day si è rivelato per imprenditori e lavoratori un sistema inaffidabile - dice Claudio Barone, segretario regionale della Uil -. La piattaforma in Sicilia, infatti, funzionale male. È necessario garantire un servizio veloce ed efficiente, in grado di selezionare e valutare prima i progetti meritevoli. Per questo chiediamo un incontro, non possiamo permetterci di perdere questi risorse, le uniche spendibili per creare investimenti e buona occupazione».

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