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Decolla il Contratto di sviluppo per Taranto

INFRASTRUTTURE

Decolla il Contratto di sviluppo per Taranto

«A due anni dall’avvio, più della metà dell’iniziale dotazione del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto è fatta da interventi già conclusi o in corso di attuazione, cioè con cantieri aperti. Parliamo di 480 milioni sugli 863 di partenza». È il bilancio del ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, nella riunione del Tavolo Taranto svoltasi in Prefettura a Taranto. «La valutazione che faccio - osserva De Vincenti - è molto positiva. Abbiamo impegnato più della metà delle risorse pubbliche iniziali. Su 480 milioni, la spesa erogata, cioè i pagamenti fatti, è pari a 236 milioni. Gli altri arriveranno man mano che sarà documentato lo stato di avanzamento lavori. Inoltre, il budget di partenza è nel frattempo cresciuto con altri 236 milioni. Questo porta l’intera disponibilità del Contratto di sviluppo a un miliardo e 100 milioni».

Per De Vincenti, «le ulteriori risorse sono state approvate da Governo, Cipe e Parlamento proprio perché si é visto che il Contratto è uno strumento che funziona e produce risultati per l'area di Taranto». Dalla sua istituzione ad oggi - fu voluto dal Governo Renzi all’inizio del 2015 con un decreto che poi il Parlamento ha convertito in legge, la numero 20, a marzo dello stesso anno -, De Vincenti ha sempre coordinato la gestione del Contratto di sviluppo prima da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, poi da ministro per il Mezzogiorno. Adesso si tratta di capire cosa accadrà col nuovo Governo.

«Il Contratto di sviluppo è istituto da una legge ed è regolato da atti e procedure formali - dichiara De Vincenti -. Mi auguro e spero che il nuovo Governo dia continuità a questo lavoro proprio sulla base di ciò che si è ottenuto. Se non lo facesse, credo che si assumerebbe una grave responsabilità verso Taranto». Dando il dettaglio attuativo del Contratto, il ministro evidenzia che dieci sono gli interventi conclusi per 92 milioni, otto in corso di realizzazione per altri 398 milioni e sei, infine, in fase di progettazione per altri 357 milioni.

Tra gli interventi conclusi ci sono quelli relativi all'ampliamento e ammodernamento del molo polisettoriale del porto. «Un investimento - annuncia il ministro - che ha suscitato l’attenzione di diversi operatori marittimi che si sono fatti avanti nei confronti dell’Autorità portuale e hanno manifestato interesse ad insediarsi sull’infrastruttura». Soffermandosi poi sugli ulteriori 236 milioni arrivati nella dote finanziaria del Contratto di sviluppo, De Vincenti spiega che 52 riguardano ulteriori interventi di bonifica a Taranto, 12 bonifiche nei Comuni che formano l'area di crisi ambientale di Taranto, 70 il potenziamento delle apparecchiature sanitarie, altri 70 sono di riprogrammazione per la riqualificazione del rione Tamburi - il quartiere di Taranto maggiormente esposto all'impatto ambientale dell'Ilva - e 90, infine, per l'avvio dei primi interventi di recupero della città vecchia di Taranto dopo il concorso internazionale di idee lanciato mesi addietro. In particolare per la sanità, De Vincenti rende noto che è in corso, da parte di Invitalia, centrale unica di committenza, la validazione del progetto definitivo per la costruzione del nuovo ospedale “San Cataldo” di Taranto e che a giugno sarà lanciato il bando per la costruzione dell'opera (si tratta di un investimento di oltre 200 milioni, anch'esso inserito nel Contratto). Mentre per quanto riguarda il potenziamento delle apparecchiature medico-diagnostiche nell'area di Taranto, “dopo la registrazione del decreto del ministero della Salute da parte della Corte dei Conti, è in corso il trasferimento dei 70 milioni alla Regione Puglia”.

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