Economia

Dall’Europa il traino per l’export

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ISTAT

Dall’Europa il traino per l’export

(Marka)
(Marka)

Arriva dall’Europa il puntello per l’export tricolore, che a febbraio riesce a crescere soltanto grazie alle performance realizzate sul continente. Su base annua la crescita è del 3,9%, (-0,6% nel dato mensile destagionalizzato) risultato quasi insperato dopo il deludente esito (crescita zero) dei paesi extra-Ue, per effetto in particolare della frenata decisa sperimentata in Cina, Giappone, area Opec e Africa settentrionale.

Il commercio in Europa invece continua a tirare, con performance positive per Francia e Germania, nostri principali mercati di sbocco, ma progressi ancora più consistenti per Paesi Bassi, Polonia, Austria e Repubblica Ceca, aree in cui le crescite sono a doppia cifra. Il +6,9% dell’Europa registrato dall’Istat bilancia così la stagnazione dei mercati più remoti, portando nel mese nelle casse delle aziende 36,2 miliardi, 1,4 in più rispetto all’anno precedente.
Progressi visibili sia nei volumi che nei valori medi unitari e che coinvolgono tutti i macro-settori, anche se le aree più toniche sono decisamente beni strumentali (+4,5%) e intermedi (+6,7%).

Mentre continuano a soffrire le auto (-1,3%), gli altri mezzi di trasporto realizzano la performance migliori (+14,1%). Bene anche metalli, apparati elettrici, alimentare e macchinari, mentre cedono terreno solo una manciata di comparti, tra cui abbigliamento e carta.

Il bilancio del primo bimestre resta così ampiamente positivo (+6,6%), anche se in rallentamento rispetto a gennaio. Dati che arrivano alla vigilia di una possibile guerra commerciale dagli esiti ancora in gran parte sconosciuti, con dazi incrociati tra Stati Uniti e Cina, a cui si aggiungono sanzioni e controrepliche tra Washington e Mosca. L’Unione europea ha finora evitato danni diretti, anche se pare difficile che un’escalation globale possa lasciare indenne i nostri mercati. Un guaio in più in prospettiva per l’Italia, che lo scorso anno ha visto le proprie esportazioni crescere del 7,4%, raggiungendo in valore assoluto il massimo storico con un balzo superiore alla media continentale, guadagnando così quote di mercato in tutte le principali aree extra-Ue; dagli Stati Uniti (per la prima volta qui siamo davanti alla Francia) alla Cina; dalla Russia al Giappone.

Il saldo commerciale del primo bimestre per l’Italia è ampiamente positivo (3 miliardi) e per effetto di un rallentamento delle importazioni è più del doppio rispetto a quanto realizzato nello stesso periodo dello scorso anno.

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