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Torna a Genova Euroflora, attesi oltre 180mila visitatori

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Torna a Genova Euroflora, attesi oltre 180mila visitatori

Euroflora
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Duecentocinquanta espositori tra florovivaisti, progettisti, decoratori e maestri fioristi; 86mila metri quadrati nei parchi del quartiere genovese di Nervi; 5 chilometri di percorsi; 90 spazi allestiti a giardino; 6 quadri scenografici, quattro dei quali dedicati agli elementi naturali (fuoco, acqua, terra e aria); 3 aree museali da visitare all’interno della zona espositiva: Galleria d’arte moderna, Raccolta Frugone e Wolfsoniana. E un impegno economico, messo in campo dal Comune di Genova, che sfiora i 4 milioni di euro.

Così il capoluogo ligure gioca la sfida di Euroflora 2018, che punta a riportare in auge le uniche floralies italiane inserite nel circuito europeo, che fino al 2011 si sono tenute a Genova ogni 5 anni. Poi, nel mezzo della crisi iniziata nel 2008, che ha colpito con durezza anche il settore floreale e ha portato alla chiusura di numerose aziende, è arrivato lo stop.

L’edizione 2016 della kermesse genovese non c’è stata e neppure altre città hanno saputo creare una manifestazione del comparto capace di sostituire Euroflora, quanto importanza. Ci ha pensato invece il sindaco Marco Bucci, eletto nel giugno 2017, a resuscitare l’evento. Decidendo di bruciare i tempi, anche per evitare sovrapposizioni con Le Floralies de Nantes, che hanno luogo ogni cinque anni all’interno del parco La Beaujoire, e di realizzare Euroflora in tempi brevissimi.

La kermesse, infatti aprirà i battenti il 21 aprile prossimo e terminerà il 6 maggio. Per organizzarla solo 4 mesi, quando i tempi normalmente impegnati in passato da espositori e organizzatori per l’allestimento, che si teneva nei padiglioni della Fiera di Genova, si aggiravano intorno all’anno e mezzo.


Bucci ha anche voluto una nuova location per la manifestazione e stavolta all'aperto: i parchi di Nervi. Euroflora, dunque, risponde a una doppia sfida, che da un lato si inserisce nel piano di rilancio della città, attraverso un un‘esposizione che torna e si aggiunge al Salone Nautico, e dall’altro coinvolge e punta a supportare le aziende liguri e italiani del settore florovivaistico (ma gli espositori vengono anche da Usa, Francia, Spagna, Taiwan e Cina).

La produzione delle aziende florovivaistiche italiane nel 2016 (ultimo dato definitivo disponibile) è stata pari a 2,45 miliardi di euro: 1,12 miliardi per fiori e piante in vaso, in calo dell'1,8% sul 2015, e 1,32 miliardi per alberi e arbusti, pari a -1,2%. Anche gli anni precedenti, dal 2012 in poi, hanno avuto il segno meno. A metterlo in risalto una ricerca di Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) messa punto da Paola Lauricella, la quale però spiega che «in base all’evoluzione del valore aggiunto di agricoltura silvicoltura e pesca del 2017, che segna +3,9%, si stima che il comparto florovivaistico risulterà stabile o in lieve crescita, grazie anche alla domanda dei mercati esteri e a una propensione ad acquistare di più».

In effetti, mostrano i dati Ismea, gli acquisti di piante nel 2017 sono aumentati dell’1,24% in primavera e del 2,22% in autunno. Mentre nel primo trimestre del 2018 gli acquisti sono diminuiti dell’1,3%. Per i fiori recisi, invece, il valore degli acquisti ha segnato -0,9% in primavera e +0,6% in autunno. E nel primo trimestre 2018 gli acquisti sono a -1,1%. Quanto al commercio estero del florovivaismo, si registra nel 2017 un aumento tendenziale complessivo del 10% dell’export.

Anche in Liguria, afferma Gerolamo Calleri, presidente regionale di Coldiretti, «il 2017 ha segnato una ripresa, anche se i prezzi sono invariati da 15 anni per le aziende e i margini di guadagno sono risicati. Marzo 2018, poi, ha tradito le aspettative». Euroflora, «preparata in così poco tempo e all'aperto - afferma - è una vera sfida. Spero però che rappresenti un momento vincente per la floricoltura italiana».

Da parte sua, Sandro Cepollina, ex presidente di Confindustria Liguria e ad di Ciesse Flower, azienda di export di fiori, sottolinea che «il commercio italiano di fiori recisi e verde ornamentale subisce la concorrenza degli olandesi che vengono in Italia ad acquistare fiori e li rivendono altrove con la loro catena logistica, minando quella delle nostre aziende. Spero che Euroflora sia una vetrina importante delle eccellenze italiane».

Intanto il sindaco Bucci prosegue per la sua strada. «Mi aspetto – dice – che passeremo il break even point di 180mila visitatori. E penso anche chefaremo profitti che reinvestiremo. Spendiamo per Euroflora meno di 4 milioni e abbiamo dato agli espositori le aree gratuitamente. Ma dagli sponsor abbiamo avuto quasi un milione e i maggiori ricavi verranno dai biglietti (che costano 23 euro ciascuno, ndr): finora ne sono stati venduti 110mila e se ne stanno vendendo circa 7mila al giorno». Bucci pensa già anche alla prossima Euroflora cle cui date «saranno annunciate alla fine di questa manifestazione. Credo sarà fra meno di 5 anni».

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