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Dalla Vespa al robot Gita Il museo Piaggio raddoppia

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Dalla Vespa al robot Gita Il museo Piaggio raddoppia

Un paese, una fabbrica, un prodotto-icona. Dal secondo Dopoguerra Pontedera, Piaggio e Vespa sono uniti da un legame produttivo-occupazionale ma anche affettivo, un legame che non è destinato ad essere scalfito dai progetti internazionali (industriali e di ricerca) avviati negli ultimi anni dall’azienda. A “certificarlo” è stato ieri Roberto Colaninno, presidente e amministratore delegato del gruppo Piaggio e artefice della sua trasformazione in multinazionale con le antenne sui mercati in via di sviluppo, all’inaugurazione della nuova ala del Museo Piaggio ospitato accanto allo stabilimento della Vespa.

«Pontedera è l’azienda centrale del gruppo – ha sottolineato il presidente – ed è fondamentale, è quella che guida tutte le nostre attività nel mondo». Colaninno non ha nascosto il fatto che il gruppo «ha avuto momenti difficili in questi decenni», ma ha spiegato di averli superati «con le nostre capacità di italiani». E ha dipinto un futuro rosa per Piaggio, che ha chiuso il 2017 con un fatturato consolidato di 1,34 miliardi (+2,2%), margine operativo lordo (ebitda) a 192,3 milioni (+12,6%) e utile di 20 milioni (+42,3%): «Sul 2018 sono molto più che fiducioso, anzi sono tranquillo», ha detto. Aggiungendo che «i musei di solito si fanno per qualcosa che non c’è più, noi invece continuiamo a esserci e ci saremo in futuro per dare ancora tante soddisfazioni». L’apertura della nuova ala del Museo Piaggio è un segnale importante per Pontedera (paese con meno di 30mila abitanti) e per la fabbrica (che occupa tremila persone), che domani e domenica aprirà le porte agli appassionati per una due-giorni di festa. Anche perché, ha sottolineato Colaninno, il Museo. Quell’innovazione che ha accompagnato i marchi del gruppo, da Piaggio e Ape ad Aprilia, Gilera e Moto Guzzi, che oggi trovano tutti posto – con i suoi esemplari d’epoca e con gli ultimi modelli – negli spazi ampliati del Museo (che in 18 anni di vita ha avuto 600mila visitatori) che passa tra tremila a cinquemila metri quadrati. Più di 250 i pezzi esposti, che ne fanno uno dei più grandi e completi musei europei delle due ruote.

Gli spazi recuperati all’uso espositivo sono quelli che negli anni Settanta erano destinati alla produzione della Vespa, e che poi erano stati trasformati in magazzini. Nella parte del Museo dedicata alle mostre temporanee è ora esposto Gita, il robot sviluppato da Piaggio Fast Forward (Pff), società del gruppo che ha sede a Boston e che si occupa di robotica applicata alla mobilità umana. Gita è uno dei tasselli del futuro di Piaggio, che potrebbe davvero innovare il mercato. Ed è un altro esempio di quella creatività e di quella «libertà nell’esercizio dell’intelligenza» che si è espressa anche con l’invenzione della Vespa nel 1946, e che Colannino vuole che continui «ad essere garantita dalla politica». «Come cittadino – ha sottolineato il presidente di Piaggio – spero che la politica garantisca queste condizioni, che sono quelle per assicurarci il futuro. L’evoluzione tecnologica non ha mai portato via lavoro a nessuno – ha aggiunto – altrimenti saremmo ancora all’età della pietra».

Proprio Gita, insieme con la Vespa elettrica (in arrivo a fine anno) e con la tecnologia di Aprilia e le novità di Moto Guzzi sono, secondo Colaninno, «i nuovi prodotti per il futuro».

Il 2018 è anche l’anno che celebra il cinquantenario della Vespa Primavera, icona del lifestyle italiano: quando arrivò sul mercato, nel 1968, segnò una rivoluzione per dimensioni (piccole), agilità (molta) e motore (brillante), rimanendo ininterrottamente in produzione fino al 1982 e diventando uno dei modelli di maggior successo del gruppo. La produzione è ripresa nel 2013 e per i 50 anni Vespa Primavera ha migliorato comodità e sicurezza, rinnovato lo stile, modificato la dimensione dei cerchi ruota: realizzati in lega di alluminio, raggiungono il maggior diametro nella storia di Vespa guadagnando in stabilità.

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