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Niente Emilia: la piadina Igp deve essere prodotta solo in Romagna

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TUTELA UE DELLE IGP

Niente Emilia: la piadina Igp deve essere prodotta solo in Romagna

(Marka)
(Marka)

La piadina romagnola è un prodott Igp. Dunque, che sia su scala industriale o artigianale, può essere prodotta solo entro i confini della Romagna. Lo ha confermato oggi il Tribunale della Ue, sulla base di un ricorso sollevato dalla modenese Crm srl, un’ azienda emiliana (dunque non romagnola) che voleva utilizzare, comunque, sulle proprie confezioni, il marchio protetto. La Crm, infatti, è un’azienda alimentare che produce numerosi prodotti da forno, tra cui anche piadine romagnole.

E da tempo aveva chiesto ai giudici l’annullamento del regolamento di esecuzione Ue (174/2014) della Commissione europea, che ha ammesso, nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette, i termini “Piadina Romagnola/Piada Romagnola (Igp)”.

Secondo l’azienda modenese, riservare l’uso della denominazione “romagnola” alle piadine/piade prodotte nelle sole province di Forlì-Cesena e Rimini, rende praticamente impossibile l’esercizio della propria attività, dato che lo stabilimento di produzione si trova a Modena, cioè in Emilia.

Da lì era partito un iter che aveva portato al Tar e poi al Consiglio di Stato. Sino al Tribunale Ue, secondo il quale, contrariamente alla tesi sostenuta dall’azienda modenese, è vero che la reputazione della piadina non è dovuta a fattori climatici o naturali, ma il legame territoriale esiste «in ragione di fattori umani, culturali e sociali» attraverso i quali «il consumatore associa l’immagine della piadina romagnola, a prescindere dalle modalità artigianali o industriali di realizzazione, al territorio della Romagna».

Ma non è finita. La sentenza è appellabile alla Corte di Giustizia dell’Ue.

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