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Energica: la storia di Livia Cevolini, la manager in sella alla…

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DUE RUOTE ELETTRICHE

Energica: la storia di Livia Cevolini, la manager in sella alla «Tesla» delle moto

L’astrologia sostiene che i nati il 16 settembre abbiano una grandissima tenacia e un’enorme forza di volontà e che il dominio di Nettuno offra loro nel contempo una straordinaria creatività e una minuziosa capacità di studiare ogni strategia nel dettaglio così da raggiungere con certezza il successo, in qualsiasi settore. Si può non credere al destino scritto negli astri, ma il profilo di Livia Cevolini, ceo di Energica Motor Company, che entrerà negli “anta” il prossimo 16 settembre, corrisponde appieno.

Reggiana di Scandiano, ha nel sangue il Dna di due generazioni di imprenditori-archimede emiliani e nel curriculum l’esperienza di vita di chi ha iniziato a frequentare la fabbrica e a girare il mondo per le gare di motori ancora prima di imparare a camminare. E poi ha calmierato passione per il rombo e la benzina e la fervida immaginazione con rigidi studi ingegneristici.

Il nonno Salvatore era un inventore post bellico, il padre Roberto il fondatore del gruppo Crp, un anticipatore di tecnologie meccaniche (lavora sul 3D da oltre vent’anni), Livia ha iniziato la carriera imprenditoriale nel 2003, subito dopo la laurea in Ingegneria Gestionale all’Università di Parma, prima occupandosi di marketing poi prendendo le redini di Energica, la Tesla italiana delle due ruote. E chi lavora con lei a Soliera, nel quartier generale delle moto elettriche, conferma il piacere di crescere con un leader-mentore al femminile che è tanto elegante e pacato nel porsi e nel relazionarsi con gli altri, quanto forte e determinato nel portare avanti le proprie idee (e quelle degli altri in cui crede): è la calma dei forti.

Essere donna in un mondo maschile non sembra più metterla a disagio, ma l’aspetto angelico e i lunghi capelli chiari non devono averla aiutata a imporsi nell’ambiente: «Mai giudicare dalle apparenze e mai dare le cose per scontate, è la lezione che mi ha insegnato mio padre – racconta – perché anche l’ultimo dei gommisti può diventare amministratore delegato. Resta il fatto che in Italia è molto difficile fare l’imprenditore, bisogna essere pronti a sacrifici veri. Ma quando credi in qualcosa e non hai paura di imparare da zero e e di sbattere la testa contro il muro finché non arrivi al risultato, allora ce la fai».

Se ha un rammarico, questa quarantenne neo-mamma (la sua prima bimba è nata 5 mesi fa) che gira in fabbrica seguita dal fedele cane Ettore, un meticcio arrivato con la staffetta dal Sud Italia nel 2013, è quella di non poter dare gambe a tutte le idee che nascono in Energica: «Ci sono spese di ricerca e sviluppo che non vengono riconosciute come tali dal sistema fiscale italiano e questo limita molto la nostra capacità di investire». Si deve a Livia, un anno dopo il suo arrivo ufficiale in Crp, il lancio sul mercato, nel settembre 2004, del primo materiale per la sinterizzazione laser: Windform. Che ha dato il via a una linea di materiali innovativi come il Windform XT 2.0 che si è affermato come uno dei più importanti nell’automotive e motor sport.

Il suo curriculum è lo specchio fedele della sua passione per i motori (passione che accomuna tutta la famiglia e condivide il fratello Franco, sei anni più vecchio di lei, oggi ceo di Crp) anche se ha appeso il casco appena 18enne in seguito a un grave incidente in moto. Nel 2005 Livia Cevolini è team manager del MotoGP classe 250cc Scuderia Fantic Motor, nel 2010 è direttore sportivo della moto da corsa eCRP che diviene vicecampione del mondo nel 2010 e nel 2011. Dal 2012 insieme a Giampiero Testoni è fautrice del progetto Energica, la prima superbike elettrica italiana. E oggi le va riconosciuto il merito di aver aperto a Soliera il mercato mondiale delle corse, perché c’è la sua caparbietà dietro alla scelta di Dorna (il leader del MotoGP) di battezzare Energica come Costruttore Unico per il prossimo FIM Enel MotoE World Cup che partirà nel 2019.

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