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I ragazzi che lasciano la scuola non sono svogliati, non sanno studiare

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FORMAZIONE

I ragazzi che lasciano la scuola non sono svogliati, non sanno studiare

(Marka)
(Marka)

Sono ancora tanti i ragazzi che davanti a una bocciatura decidono di mollare gli studi finendo spesso col rimpinguare le fila, già pingui, di inoccupati del nostro Paese. Precisamente, secondo gli ultimi dati forniti dal Miur, alla fine dello scorso anno, relativi all'abbandono scolastico, i giovani italiani che hanno scelto di non non andare più a scuola hanno sfiorato il 14%, percentuale ancora alta rispetto alla media Europea e soprattutto rispetto all'obiettivo fissato dalle istituzioni di contenerla entro il 10 per cento.

Spesso sdoganati come “vagabondi” o poco ambiziosi, in realtà molti di questi ragazzi hanno semplicemente delle difficoltà a trovare un metodo di apprendimento che consenta loro di prepararsi in maniere efficace a superare esami e interrogazioni.

Ne è convinto Massimo De Donno, autore assieme a Giacomo Navone dei best sellers da oltre 200mila copie vendute “Genio in 21 Giorni” e “Inglese in 21 Giorni” (Sperling & Kupfer) e Ceo della rete di imprese Genio.net che usa il metodo di apprendimento strategico “Genio in 21 Giorni” per facilitare l’approccio allo studio dei ragazzi.

«In questi anni – spiega De Donno – ho avuto modo di verificare personalmente come siano davvero tanti i giovani convinti di non essere in grado di capire una o più materie, al punto di decidere di abbandonare gli studi. In realtà il loro problema era semplicemente legato al metodo con cui si approcciavano allo studio: un metodo che a fronte di una grande fatica portava scarsi risultati». Con un costo economico e sociale davvero ingente, soprattutto se si pensa che l'interruzione del percorso scolastico produce una schiera di persone con un livello di formazione così poco specializzato da non consentire loro di entrare a far parte di un mondo del lavoro che, soprattutto nelle imprese, richiede professionalità, anche tecniche, adeguatamente formate.
«Quello che facciamo – ha aggiunto – non è altro che fornire a ciascuno dei nostri allievi, che dal 2013 ad oggi sono stati oltre 40mila, un metodo di studio ritagliato sulle loro specificità, in modo da renderli autonomi, anche se sempre seguiti e sostenuti da un tutor personale, e in grado di affrontare con serenità e preparazione esami e interrogazioni».
La validità del metodo sviluppato da De Donno e Navone ha, tra l’altro, di recente ottenuto un riconoscimento istituzionale dal’'Università Popolare di Milano che ha di fatto certificato tutti i 146 tutor del network di imprese che usano il sistema Genio in 21 Giorni come abilitati a insegnare tecniche di apprendimento efficace.
«L’obiettivo che ci poniamo – conclude De Donno – è aiutare quanti più ragazzi possibile a raggiungere gli obiettivi di studio che si sono dati. E dato che lavorare con i giovani comporta una grande responsabilità abbiamo scelto di nominare direttore scientifico Emilia Costa, già titolare della cattedra di Neuropsichiatria infantile dell’Università de La Sapienza».

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