Economia

Dazi di Bruxelles sulle importazioni di gomme cinesi

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ANTIDUMPING

Dazi di Bruxelles sulle importazioni di gomme cinesi

A febbraio era partita la registrazione delle importazioni, l’anticamera della sanzione. Da ieri, è scattata ufficialmente la scure. La Commissione europea – con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue L 116/8 datata 7 maggio del regolamento 2018/683 del giorno 4 – ha istituito una serie di dazi provvisori sulle importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarri, provenienti dalla Cina e venduti in Europa a prezzi “low cost”. Il dazio stabilito si applica per un periodo di 6 mesi e varia, in base ai differenti marchi, da un minimo di 52,85 euro a un massimo di 82,17 euro per pneumatico.

A novembre, poi, la Commissione Ue – secondo quanto spiega anche l’Airp (l’associazione italiana ricostruttori pneumatici), prenderà una decisione in merito all’applicazione dei dazi definitivi. «La pubblicazione di questo regolamento – ha commentato Stefano Carloni, presidente Airp – ha una portata storica per noi ricostruttori, che da molto tempo denunciamo la concorrenza sleale dei prodotti venduti sottocosto». Il provvedimento sui dazi provvisori è il risultato di un’inchiesta avviata dalla Commissione europea l’11 agosto 2017, che ha riportato elementi di prova sufficienti sull’esistenza di pratiche di dumping, una sorta di commercio sleale che consiste nel vendere un prodotto in un altro Paese ad un prezzo molto più basso rispetto a quello praticato sul mercato di origine, in relazione alle importazioni di pneumatici dalla Cina.

In particolare – si legge tra le motivazioni del provvedimento – «è emerso un margine di sottoquotazione medio ponderato compreso tra il 21% e il 31% dovuto alle importazioni del prodotto in esame dal paese interessato nel mercato dell’Unione». «Gli effetti delle misure antidumping sui produttori dell’Unione sarebbero positivi - si legge nel regolamento -. La reintroduzione di un’equa concorrenza e di condizioni di parità, in assenza di importazioni oggetto di dumping, andrebbe a vantaggio di un sano sviluppo dell’intero mercato del pneumatico dell’Unione».

Intanto, alcuni giorni fa l’Associazione europea dei produttori di biciclette, la Ebma, aveva reso noto che la Commissione Ue ha avviato la registrazione dei prezzi di importazione di tutte le biciclette elettriche importate dalla Cina, che nell’ultimo anno risultano cresciute dell’82 per cento. Non si tratta ancora della scelta di apporre un dazio ma di un monitoraggio al termine del quale potrà essere presa una decisione. Per Moreno Fioravanti, segretario generale dell’Ebma, «la misura è un primo passo essenziale a tutela di un settore che conta 90mila addetti e circa 800 Pmi in Europa, dalla concorrenza sleale dei produttori cinesi». In questo modo, se saranno evidenziate distorsioni, un primo dazio provvisorio _ come per gli pneumatici – potrebbe essere posto entro la pausa estiva della Commissione Ue.

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