Economia

Lo scatto del legno “hi-tech”

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BENI STRUMENTALI

Lo scatto del legno “hi-tech”

Ordini in crescita a doppia cifra, fatturati record, nuove assunzioni, investimenti. Difficile, tornando al passato, trovare per il comparto dei macchinari per la lavorazione del legno un momento altrettanto favorevole. Alla “storica” forza dell’export si è infatti aggiunta per il comparto una robusta domanda aggiuntiva in arrivo dall’Italia, commesse rilanciate dal piano Industria 4.0. Come risultato, il settore è arrivato lo scorso anno a sfiorare i 2,3 miliardi di euro in termini di valore della produzione, miglior risultato di sempre. Record legato certamente alla forza dell’export (+6,4%, a quota 1,6 miliardi) ma che vede il mercato interno come principale protagonista, in grado di crescere del 16,8 % grazie agli incentivi di super e iperammortamento.

Macchine per il legno: lo scatto delle imprese

Momento di gloria visibile anche a FieraMilano Rho nei numeri di Xylexpo, rassegna biennale (8-12 maggio) che arriva a sfiorare i 35mila metri quadrati espositivi: seimila in più rispetto all scorsa edizione, un intero padiglione aggiuntivo.«Il settore sta andando decisamente bene - spiega il presidente dell’associazione di categoria Acimall Lorenzo Primultini -e anche questa fiera lo dimostra. L’Italia è ripartita grazie al piano Industria 4.0, vediamo da parte delle aziende una ripresa del ciclo degli investimenti. Le aziende del comparto stanno assumendo, anche se in media si fatica a trovare i profili richiesti». Know-how tecnico e specialistico che diventa sempre più necessario per aziende che hanno imboccato con decisione la strada di industria 4.0, dotando i propri apparati di sensoristica evoluta e piattaforme in grado di leggere i dati migliorando la produttività degli impianti e abilitando nuove metodiche di manutenzione preventiva e (in prospettiva) predittiva. Uno sguardo tra gli stand trasmette il senso della virata tecnologica in atto, tra occhiali “smart” per la manutenzione a distanza e maxi-schermi a bordo linea che evidenziano gli indicatori di performance. Grafici e tabelle “remotabili” anche sul proprio smartphone.

Anche grazie a queste innovazioni i colossi del comparto raccolgono masse crescenti di ordini, che si traducono in nuovi posti di lavoro. «Le nostre commesse nel 2018 stanno aumentando del 18% - spiega il direttore commerciale di Biesse (divisione legno) Federico Broccoli - e devo dire che in Italia ormai i clienti parlano solo di Industria 4.0. Solo lo scorso anno abbiamo assunto 115 laureati in ingegneria per rafforzare il nostro reparto di progettazione e sviluppo». Numeri che nell’anno in corso saranno quasi certamente superati, perché il target di crescita per il gruppo è nell’ordine del 10%, ben oltre i 700 milioni di ricavi. In cinque anni il gruppo ha inserito nel mondo oltre 2mila persone, in Italia nel 2018 i nuovi ingressi saranno almeno 200. Situazione analoga per Scm, reduce da un anno in corsa con i ricavi a ridosso dei 700 milioni di euro e un organico lievitato a livello di gruppo a 3.600 unità. «Nei macchinari per legno vediamo ordini in crescita del 25% - spiega il direttore vendite e marketing di Scm Luigi De Vito - e per far fronte alla domanda abbiamo avviato un ingente piano di investimenti, che lo scorso anno ha prodotto ampliamenti produttivi per ben 40mila metri quadrati. Continuiamo ovviamente ad assumere, con un organico che quest’anno crescerà del 15% e numerose posizioni aperte anche ora, profili che per la verità fatichiamo a trovare. Oggi le competenze meccaniche tradizionali non bastano più: occorre puntare sull’elettronica, l’automazione, la sensoristica, i big data. Ecco perché anche matematici e statistici trovano sempre maggiore spazio nelle aziende».

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