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In Lombardia ora cresce anche il lavoro

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In Lombardia ora cresce anche il lavoro

In Lombardia ora cresce anche il lavoro (Fotogramma)
In Lombardia ora cresce anche il lavoro (Fotogramma)

Il traguardo è vicino. Grazie alla crescita, ancora robusta, realizzata nel primo trimestre, la Lombardia si porta ad appena due punti dal picco pre-crisi del 2007, traguardo già raggiunto da tempo dal lato dei ricavi e ormai a portata di mano anche in termini di output.

Come nel resto del Paese, anche la prima regione manifatturiera italiana rallenta rispetto alla corsa di fine 2017, mantenendo però nei dati elaborati da Unioncamere Lombardia e Confindustria Lombardia una velocità di crociera ancora elevata, che si traduce in nuova occupazione.

Tra gennaio e marzo, nel sondaggio realizzato tra 1600 imprese industriali ( a cui si aggiunge il panel di 1200 aziende artigiane), l’output lievita dell’1,1% rispetto al trimestre precedente, del 3,6% su base annua, in linea con la variazione media del 2017.

Rispetto allo stesso periodo del 2017 sono ampiamente positive tutte le variabili: dagli ordini interni (+4,4%) a quelli esteri ( +6,3%), con il fatturato industriale a lievitare di quasi cinque punti.

L’indice della produzione, dopo 20 trimestri favorevoli, si porta così a quota 111 (base 100 è il 2010) , posizionandosi non troppo distante dal leader dei 4 motori europei, il Baden-Wurttemberg e arrivando comunque a ridosso del picco pre-crisi del 2007 (113,2). La regione è ora ad un passo dalla media dell’area euro, oltre 10 punti avanti nel confronto con la media nazionale.

Ma il segnale forse più importante è quello in arrivo dall’occupazione, variabile che in genere reagisce in ritardo rispetto alle dinamiche produttive e che ora pare presentare i primi segnali di recupero, con tutti gli indicatori significativamente positivi: il saldo tra ingressi è uscite è positivo per l’1%, mentre la quota di aziende che ricorre alla Cig crolla al 6%.

Il tasso di utilizzo degli impianti, pur mantenendosi su livelli di sicurezza (76,4%) è in lieve decelerazione mentre la massa di ordini raccolta alla fine dello scorso anno ha allungato la visibilità produttiva delle aziende, garantendo produzione per 72 giorni, tre in più rispetto al trimestre precedente.

Buoni i dati del presente ma positive anche le attese sul futuro, con aspettative in miglioramento sul prossimo trimestre sia per la domanda interna che estera, con attese sull’occupazione che pur flettendo leggermente restano in territorio positivo.

In termini settoriali l’unica area negativa per l’industria è quella delle pelli e calzature. Altrove solo segni più, con i segnali migliori in arrivo da meccanica (+5,5%), minerali non metalliferi (+4,3%), carta-stampa (+3,8%) e gomma-plastica (+3,6%).

Lo spaccato dimensionale presenta un quadro tendenziale positivo per tutte e tre le classi considerate con risultati equiparabili: le medie imprese conseguono il miglior risultato e riescono ad incrementare i livelli produttivi del 3,9%; seguono le piccole imprese con un incremento del 3,6% e, infine, le grandi imprese (con oltre 200 addetti) con una crescita del 3,4%.
Il fatturato a prezzi correnti per l'industria cresce ancora sensibilmente su base annua (+4,9%) ma registra una variazione congiunturale quasi nulla (+0,2%).

«Gli indicatori -commenta il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio - sono tutti positivi ed evidenziano solo qualche segnale di decelerazione sulle dinamiche della domanda interna e del fatturato, che crescono meno rispetto al 2017. Queste considerazioni impongono il mantenimento di una costante attenzione al monitoraggio del sistema economico regionale e dei suoi territori ed il rafforzamento di comuni strategie di intervento volte allo sviluppo del sistema economico regionale e al continuo miglioramento della sua competitività. A tal proposito, è inevitabile richiamare l'impegno del Sistema camerale con interventi a favore del sistema imprenditoriale lombardo che vedono il sostegno di Regione Lombardia, attraverso l'Accordo per lo sviluppo della competitività, e la condivisione delle associazioni regionali di categoria, al fine di rendere sempre più competitivi i nostri territori favorendo anche nuova imprenditorialità e nuova occupazione».

«Le imprese lombarde - sottolinea il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti - sono passate dal resistere al reagire. È fondamentale, in questo momento, non vanificare gli sforzi fatti per la crescita e dare al più presto una guida al Paese, senza perdere ulteriore tempo. Comprendiamo i tempi fisiologici della politica, diversi da quelli delle imprese, ma i dossier europei sui fondi di coesione e sulle politiche di bilancio devono essere presidiati dal sistema Italia compatto: attori economici, istituzioni regionali e nazionali.
In Lombardia obiettivo della nuova legislatura deve essere la competitività, impegno categorico che deve plasmare l'azione non solo del governo regionale, ma di tutti i diversi attori coinvolti. Dobbiamo lavorare insieme per un progetto comune orientato alla condivisione di interessi comuni: un sistema lombardo forte è la premessa per affrontare la sfida della competitività. Confindustria Lombardia vuole essere protagonista di questo processo».

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