Economia

Da Auchan a Coop, più Pmi all’estero

  • Abbonati
  • Accedi
cibus

Da Auchan a Coop, più Pmi all’estero

(Fotogramma)
(Fotogramma)

«Che cosa acquistano dall’Italia i consumatori canadesi? Soprattutto formaggi, il Parmigiano Reggiano in particolare. Tanto che l’innalzamento delle quote di importazione previste dall’accordo di libero scambio fra la Ue e il Canada potrebbero non bastare a coprire la richiesta». Marcello Turini lavora per la Jan K. Overweel Ltd di Toronto e si occupa degli approvvigionamenti in Italia. Di solito, incontra grandi nomi come Auricchio, Igor, Zanetti. Ma grazie al progetto True Italian Taste è riuscito a entrare in contatto anche con realtà più piccole dell’agroalimentare italiano.

Il progetto triennale, finanziato con 7,5 milioni di euro dal ministero dello Sviluppo economico e realizzato da Assocamerestero in collaborazione con le 28 Camere di Commercio italiane all’estero, nasce con l’obiettivo di promuovere l’esportazione del made in Italy autentico e combattere la contraffazione alimentare. I primi risultati di True Italian Taste sono stati presentati ieri a Cibus di Parma: dall’inizio del progetto a gennaio di quest’anno sono stati organizzati 1.500 incontri B2B con 600 imprese italiane e oltre 65 buyer; sono inoltre stati coinvolti nei Paesi esteri 3mila influencer in oltre 90 eventi.

La 19esima edizione di Cibus si è chiusa ieri a Parma con un bilancio di 3.100 espositori e 82mila visitatori «superando ampiamente le nostre più rosee aspettative», come ha dichiarato l’amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie. E quella di Assocamerestero non è stata l’unica piattaforma presentata per la promozione dell’export italiano.

Anche la Grande distribuzione si è attrezzata, negli ultimi anni, per sostenere l’internazionalizzazione delle piccole aziende italiane dell’alimentare. Tra i pionieri, Auchan Retail Italia, che nel 2010 ha lanciato un progetto strutturato

per portare all’estero i propri fornitori, forte di una rete internazionale con quasi 3.800 punti vendita in 17 Paesi. Il servizio non si limita a portare i prodotti italiani nei Paesi in cui Auchan è presente: ci sono accordi con retailer in 29 Paesi e il progetto offre anche servizi di logistica e supporto nella gestione delle pratiche commerciali e doganali, nei rapporti con i clienti esteri, nella promozione e comunicazione dei prodotti. A oggi 160 fornitori italiani hanno aderito, per un totale di 1.600 referenze e un valore dell’export che nel 2017 ha raggiunto i 56 milioni.

Coop Italia invece ha dato vita nel 2015 a Coop Italian Food, società che opera attraverso la vendita a retailer internazionali di prodotti italiani a marchio Coop, oppure prodotti made in Italy a marchio del distributore estero, o ancora realizzando marchi ad hoc per i retailer, sempre usando brand italiani. Fino a oggi Cif ha portato all’estero circa 120 fornitori per un totale di 570 articoli in 15 Paesi, con un valore di esportazioni che nel 2018 dovrebbe arrivare a 9 milioni. Presente in Europa e Asia, il servizio sbarcherà a mesi anche negli Stati Uniti e in Canada.

Né poteva mancare all’appello un player come Amazon, che nel 2015 ha lanciato un “Negozio Made in Italy” all’interno del quale, nel 2016, ha inserito il “Made in Italy Gourmet”, dedicato a vini e prodotti alimentari selezionati. Una piattaforma online B2C pensata soprattutto per le Pmi, che vende anche in Italia, ma soprattutto all’estero, con crescente interesse.

© Riproduzione riservata