Economia

Ilva, sciopero a Taranto e Genova contro le morti sul lavoro

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dopo l’incidente di ieri

Ilva, sciopero a Taranto e Genova contro le morti sul lavoro

Sciopero all’Ilva dopo l’incidente verificatosi ieri
Sciopero all’Ilva dopo l’incidente verificatosi ieri

Dall’Ilva di Taranto a quella di Genova, passando per tutti i porti d’Italia, protesta oggi per la sicurezza sul lavoro dopo l’incidente mortale avvenuto ieri nel siderurgico pugliese, vittima un operaio di 28 anni, dipendente della stessa Ilva. A Taranto si sciopererà sino alle 15 di oggi. La protesta era scattata alle 11 di ieri e coinvolge diretti e indotto. A Genova, invece, 24 ore di sciopero oggi. Nei porti, alle 17.30, cinque minuti di fermo con il suono delle sirene delle navi agli ormeggi. Da Taranto e da una fabbrica simbolo i sindacati vogliono rilanciare la centralità della sicurezza sul lavoro, tema divenuto cruciale dopo i tanti incidenti degli ultimi giorni.

Il dramma di Angelo Fuggiano
All’Ilva di Taranto l’incidente mortale è avvenuto nell’area del porto dello stabilimento. Angelo Fuggiano, tarantino, sposato e con due figli piccoli, dipendente dell’impresa appaltatrice Ferplast, insieme con altri colleghi stava provvedendo a sostituire un cavo di una gru del quarto sporgente, la DM 6, da due giorni ferma per manutenzione. Improvvisamente la carrucola usata nell’operazione, si é staccata dal punto in cui era stata fissata ed è piombata addosso all’operaio colpendolo alla spalla. Le condizioni di Angelo sono subito apparse gravissime e le manovre rianimatorie dei soccorritori sono risultate vane. Il 28enne è morto nel giro di pochissimo tempo. Fuggiano viveva nel rione Tamburi, il quartiere di Taranto praticamente attaccato all’Ilva. La Capitaneria di porto, su disposizione della Magistratura, già da ieri ha sequestrato la gru.

Indagine per omicidio colposo
La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ci saranno degli indagati, e il lavoro dei magistrati Filomena Tursi e Maria Grazia Anastasia in questa prima fase è finalizzato a chiarire per bene anzitutto la dinamica dell’incidente. A ricostruire procedure operative del cambio fune alla gru, ruoli e funzioni per poi passare all’individuazione delle responsabilità. Sarà anche fatta l’autopsia sul corpo di Angelo Fuggiano. Sembra che in questa fase iniziale l’indagine abbia messo sotto osservazione proprio la procedura utilizzata per sostituire la fune, che altro non è che un grosso e pesante cavo di acciaio. Anche l’ancoraggio degli altri dispositivi usati nell’operazione è sotto la lente e sembra che non sia stato fatto in modo adeguato, provocando così lo schianto della carrucola sull’operaio.

Un vertice in prefettura
Nel vertice di ieri sera in Prefettura, presenti istituzioni locali e sindacati, Confindustria Taranto ha dichiarato che la Ferplast, la ditta dove lavorava Angelo, é una delle migliori del sistema locale, «ma il clima di grande incertezza in cui vivono da troppo tempo Ilva e imprese - ha osservato il presidente degli industriali tarantini, Vincenzo Cesareo - si sta pesantemente ripercuotendo su tutto e tutti». Nello stesso vertice il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha chiesto una verifica approfondita sullo stato di sicurezza di tutti gli impianti Ilva («se non sono sicuri, si sequestrano, si fermano e si vede cosa non va», ha dichiarato), mentre il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, all’uscita dalla Prefettura, è stato contestato e inseguito dagli esponenti di alcuni movimenti ambientalisti più radicali al grido di «assassino, assassino». Il sindaco ha abbandonato il luogo a bordo di un’auto della Polizia locale e prima di arrivare alla macchina era stato scortato dalle forze di polizia.

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