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Innovazione, l’Italia cresce con gli investimenti, ma resta il…

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Innovazione, l’Italia cresce con gli investimenti, ma resta il gap con l’Europa

L’innovazione premia l’Italia. A dirlo è l’Assirm Innovation Index (Aii), l’indicatore ideato da Assirm, l’Associazione delle aziende di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, che misura la capacità di un Paese di promuovere e generare innovazione.

Questa è la parte positiva della rilevazione. Quella meno bella è che l’Italia mantiene una certa distanza dal resto d’Europa e che la sua pur positiva performance del 2017 non le ha impedito di essere superata dal Portogallo.

Un sorpasso, questo, frutto della performance dei lusitani. Negli ultimi due anni il Portogallo ha messo a segno il miglioramento più significativo nella dinamica di innovazione tra i Paesi europei studiati. Nel trend 2016-2017 spicca con un balzo del 9,1% seguito da Olanda (+7,6%) e Svezia (+6,8%); la Spagna cresce nei due anni del 5,4%, la Germania del 4,9%, il Regno Unito del 4,4%, la Francia del 4,3% e l’Italia del 4,1%; chiude la classifica la Grecia a +3,0%.

L’Italia ha perso una posizione a favore del Portogallo dopo aver già ceduto, nel 2014, il vantaggio competitivo sulla Spagna. Il podio resta saldamente occupato dalla Svezia (+19,2%), dalla Gran Bretagna (+17,5%) e dalla Germania (+16,5%), che si confermano ai primi posti in termini di dinamica d’innovazione nel periodo 2010-2017; seguono Olanda (+14,9%), Repubblica Ceca (+14,9%), Austria (+13,7%), Francia (+10,6%), Spagna (+8,5%), Portogallo (+7,2%) e Italia (+6,2%); la Grecia, cumulando le prestazioni da inizio 2010 a fine 2017, ha ancora un trend in rosso (-9,6%).

Insomma, per l’Italia c’è ancora parecchio terreno da recuperare rispetto agli altri partner europei nella dinamica di innovazione. Tuttavia la rilevazione più recente, relativa all’ultimo trimestre dello scorso anno, lascia ben sperare:
la nuova edizione dell’Assirm Innovation Index, infatti, conferma per l’Italia un trend di crescita con un risultato di +0,9% negli ultimi tre mesi dell’anno, in linea con l’andamento positivo di tutto il 2017: +0,3% nel primo trimestre, +0,7% nel secondo, +1,2% del terzo, percentuale quest’ultima che eguaglia il vertice del primo trimestre 2010.

«L'andamento del 2017 conferma che è in atto un recupero in termini di capacità d’innovazione» sottolinea Maurizio Pessato, vicepresidente vicario di Assirm. «L’indebolimento del quarto trimestre rispetto al terzo è un fenomeno che si è verificato quasi sempre negli ultimi anni e non intacca il trend positivo». Lascia ben sperare, invece, il fatto che «il divario tra la crescita dell’indice dell’Italia e degli altri paesi europei si sta attenuando e, anche se il trend di lungo periodo segnala che il nostro paese deve ancora accelerare per avvicinarsi a livelli di crescita analoghi a quelli di altri paesi, la vivacità degli ultimi anni è incoraggiante e gli investimenti innovativi nell’industria manifatturiera, in settori competitivi come l’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale e la sostenibilità energetica, sono un segnale nella giusta direzione».

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