Economia

Le imprese milanesi restano ottimiste sui ricavi

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CENTRO STUDI ASSOLOMBARDA

Le imprese milanesi restano ottimiste sui ricavi

Appena dieci su 100, una sparuta minoranza. Mai così esiguo in passato era stato il numero di imprese “pessimiste” sull’andamento dei ricavi. È un quadro decisamente favorevole quello che emerge dall’ultima analisi del
Centro studi di Assolombarda sull’andamento dell’attività d’impresa. Il sondaggio tra 280 aziende associate, realizzato con cadenza semestrale, evidenzia un miglioramento complessivo degli umori, sulla scia di un consuntivo scintillante per lo scorso anno. «Performance da record - sottolinea il vicepresidente di Assolombarda Fabrizio Di Amato - il migliore risultato assoluto dal 2008».

Sono infatti 59 aziende su 100 dell’area di Milano, Lodi e Monza-Brianza a segnalare una chiusura 2017 con ricavi in crescita, risultato omogeneo sia tra le imprese manifatturiere che tra quelle del terziario avanzato. Comparto, quest’ultimo, che segnala diminuzioni in percentuali davvero ridotte, poco più del 7% del totale, mentre un terzo del campione qui si posiziona nell’area della stabilità.

Il dato globale per l’intero campione rappresenta la miglior performance dal 2008, l’ultimo anno prima della crisi, quando furono 44 aziende su 100 a chiudere l’esercizio in crescita, percentuale poi dimezzata l’anno successivo, il più duro della lunga recessione.

Ottimismo che si trascina anche per l’anno in corso, con il sondaggio (realizzato ad aprile, dopo il voto) ad indicare (al momento) come l’incertezza politica non abbia modificato in peggio gli umori.

Per il 2018 il 22,3% delle imprese conta dunque di incrementare i ricavi di oltre il 5%, un altro 27,5% di avere comunque un trend positivo, anche se inferiore. Ma l’altro dato interessante è la riduzione netta dell’area dei pessimisti, che scende ad appena il 9,8% del totale. Il dato sulle previsioni in particolare segna un netto miglioramento rispetto all'ultima rilevazione di sei mesi fa. L'incertezza percepita allora si è riassorbita, portando la quota di imprese che si attende ricavi in aumento dal 37% al 50%, prosciugando l’area degli indecisi: ben un’impresa su 4 lo scorso ottobre aveva preferito non pronunciarsi.

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