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innovazione e ambiente

Poca acqua e taglio alle emissioni, ecco il «tessile green» di Marzotto a Biella

Marzotto punta su Biella e, soprattutto, investe nel “tessile green”, sostenibile, per dirla in italiano. Nell’ultimo anno i tre stabilimenti biellesi Lanificio Guabello, Fratelli Tallia di Delfino e Marlane, raggruppati nella divisione Biella Manifatture Tessili, controllata del gruppo veneto, hanno abbattuto del 30% il consumo di acque, di una identica quota le emissioni di ossidi di azoto (Nox) e del 10% le emissioni di Co2 per ogni metro di tessuto prodotto.

Questi i dati più evidenti dell’impatto ambientale (positivo) del processo di certificazione ISO 14001 presentata ufficialmente ieri a Mongrando (dove ha sede il Lanificio Guabello) con il Rina (l’ente certificatore) e il Politecnico di Torino, che con lo spin-off Acs, è partner scientifico di Marzotto per il processo di efficientamento, che comprende anche notevoli risparmi energetici con introduzione di illuminazione a led, recupero di calore e produzione di energia attraverso un impianto fotovoltaico.

La filosofia: miglioramento per competere
«Al centro della nostra filosofia sta il concetto di miglioramento
continuo, un’idea che ci porta a investire nel territorio e sulle persone a 360°,
un percorso di qualità che va dalla selezione della materia prima,
all’analisi del processo produttivo, dall’ideazione all’ingegnerizzazione del
prodotto» spiega Davide Favrin, amministratore delegato di Biella Manifattura Tessile, che fattura 110 milioni di euro all’anno impiegando 350 addetti. «In questa direzione – dice Favrin – va l’investimento di 3 milioni di euro circa che, a oggi, ha consentito di ridurre il consumo di acqua e di energia: non è solo un traguardo ma anche un punto di partenza che, entro i primi mesi del 2019, ci porterà a ottenere anche la certificazione sociale SA8000, una certificazione che predispone lo sviluppo di un sistema virtuoso rivolto ai lavoratori, puntando sul loro sviluppo, la loro valorizzazione, la loro formazione e la loro crescita professionale».

La “rivoluzione” sostenibile
La “rivoluzione” sostenibile del gruppo – Marzotto Wool ha investito 15 milioni di euro su questo fronte – non si ferma qui, visto che nei prossimi mesi diverrà operativo il progetto di riutilizzo delle acque: un tema di primissimo piano per la filiera tessile. «Oggi è sempre più strategica l’attenzione per le risorse ambientali e sociali, fondamentali per ottenere e offrire qualità, servizio e soprattutto innovazione – sottolinea Favrin –. La nostra idea di sostenibilità punta a porre l’attenzione sulle persone che lavorano nelle nostre aziende, sull’utilizzo delle risorse del territorio dove sono situati i nostri stabilimenti e sulla sostenibilità dei nostri prodotti e dei processi per realizzare i prodotti stessi».

La sfida ambientale per migliorare la produttività
«Questa – afferma l’amministratore delegato di Biella Manifatture Tessili a proposito delle ricadute produttive delle certificazioni – rappresenta una delle maggiori sfide di oggi: la capacità di un’azienda di mantenere le proprie performance produttive, rispondendo al mercato con i prodotti che esso richiede, il tutto riducendo l’utilizzo di risorse scarse, come acqua ed energia. L’investimento fatto da Biella Manifatture Tessili è in questa direzione: efficientare gli impianti produttivi e ripensare al prodotto in ottica sostenibile ha permesso di ridurre del 30% circa l’utilizzo d’acqua e del 10% solo nell’ultimo anno di energia».

Sinergie di filiera per trasmette i valori al conumatore finale
I processi di certificazione e di sostenibilità sono sempre più al centro delle strategie delle filiere produttive e delle singole aziende. Ma un aspetto altrettanto importante è far percepire questo livello di qualità al consumatore finale. «Ritengo sia molto importante che ogni player all’interno della filiera sviluppi, insieme agli altri, le proprie azioni in termini di sostenibilità, dalla scelta delle materie prime, alla sua trasformazione, fino alla confezione e al mercato finale» conferma Favrin, che sottolinea come «collaborazione e comunicazione tra fornitori e partner commerciali sono fondamentali».

Per il manager « solo la forte integrazione di filiera permette di avere prestazioni più efficaci in termini di sostenibilità e, allo stesso tempo, essere in grado di comunicare in maniera forte il valore aggiunto dei nostri prodotti. In questo modo non solo si può dare una risposta alla crescente sensibilità del mercato che chiede attenzione verso le tematiche sostenibili, ma si può anche fare una comunicazione efficace, tesa alla sensibilizzazione e all’informazione dei consumatori finali».

Biella al centro delle strategie Marzotto
L’investimento su Biella, distretto tessile per antonomasia, non è casuale in questo contesto di competitività e di “marketing della qualità”. «Biella, come distretto tessile, ha ancora oggi un’immagine molto forte, legata alla qualità, alla tradizione e all’innovazione, all’interno del sistema tessile Italiano. Il Made in Italy, è riuscito infatti a legare la forte tradizione tessile, con la creatività, la visione del prodotto e il servizio. Quello, del resto, che il nostro gruppo cerca di perseguire ogni giorno».

La filosofia della sostenibilità per competere

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