Economia

Debole l’export extra-Ue

  • Abbonati
  • Accedi
ISTAT

Debole l’export extra-Ue

(Reuters)
(Reuters)

In crescita su base annua, in calo nel confronto con il mese precedente. Nei mercati extra-Ue si registra comunque chiaramente una frenata rispetto allo scorso anno, scintillante per l’export tricolore.

Il calo congiunturale (-0,9%) è più accentuato per i beni strumentali (-4,2%) ed esclude l'energia (+10,5%) e i beni intermedi (+1,8%). Dal lato dell'import, la crescita congiunturale è sostenuta invece da beni di consumo non durevoli (+6,7%), beni strumentali (+5,1%) e beni intermedi (+4,7%).

Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma dunque ampiamente negativa (-3,1%), con flessioni più accentuate per i beni di consumo non durevoli (-6,9%) e i beni di consumo durevoli (-4,6%), di intensità minore per i beni intermedi (-1,6%) e beni strumentali (-1,2%).

Ragionamento diverso invece nel confronto tendenziale, dove ad aprile l’Istat registra un’inversione di rotta (+4,8%) dopo il calo di marzo. (+4,8%). La crescita è marcata per l'energia (+15,0%), beni di consumo non durevoli (+8,7%) e beni intermedi (+5,3%). Anche le importazioni registrano un marcato aumento tendenziale (+11,4%), determinato principalmente dall'energia (+20,8%) e dai beni intermedi (+16,5%). Da notare, tuttavia, che il +4,8% registrato, corretto per gli effetti di calendario si tradurrebbe in un aumento limitato al 3,2%.

Il surplus commerciale ad aprile è stimato 1,86 miliardi, in riduzione rispetto ai 2,53 miliardi di aprile 2017.

Dal punto di vista geografico vi sono tuttavia un paio di segnali positivi, in arrivo da Cina e Stati Uniti. Gli acquisti di Washington lievitano di sei punti, portando a +1,6% il bilancio dei primi quattro mesi; Pechino realizza un +9,5%, riportando in positivo il bilancio dall’inizio dell’anno.

Opposto invece il trend in Russia, che cede poco più di un punto, in linea con i risultati finora ottenuti nel 2018.

© Riproduzione riservata