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Manna, Sciacchetrà, Zibibbo e contadini volanti di Amalfi:…

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censimento del ministero

Manna, Sciacchetrà, Zibibbo e contadini volanti di Amalfi: l’agricoltura eroica in Italia

I contadini volanti dei limoneti di Amalfi, quelli che lavorano le lenticchie nei campi sassosi di Visso e di Castelluccio di Norcia, i vignaioli che coltivano la vite ad alberello di uve Zibibbo a Pantelleria, altri che si inerpicano sulle terrazze vitate dello Sciacchetrà ligure o risalgono le mulattiere che costeggiano i vitigni autoctoni delle Cinque Terre.

O i filari rigogliosi della Costiera Amalfitana, quelli di Ponza, delle Colline del Prosecco a Valdobbiadene, della Valtellina.

Agricoltura montana, di mare, delle aree interne a rischio di abbandono, di frane e di incendi, preservate da chi coltiva la terra come due secoli fa. Agricoltura eroica che si pratica a mano, con sapienza, su terreni impervi ma di grande pregio paesaggistico e ambientale. Un patrimonio culturale (in alcuni casi riconosciuto dall’Unesco), ancora prima che economico.

Il censimento delle pratiche antiche
Un mese fa il ministero delle Politiche agricole ha raccolto dati sul fenomeno con il censimento di tutte quelle aziende che lavorano la terra secondo pratiche antiche, custodendo una grande ricchezza di biodiversità vegetale. In 60 giorni si sono candidati quasi in 500, rispondendo al questionario elaborato dal Mipaaf: hanno fornito i propri riferimenti, la posizione geografica e la descrizione delle attività.
L’obiettivo era raccogliere le candidature dal basso, per riuscire a mappare le realtà a livello nazionale e poter individuare specificità e tratti comuni. Un’attività propedeutica all’elaborazione di future proposte normative: «Vogliamo arrivare ad una maggiore tutela e valorizzazione dell’agricoltura eroica – ha affermato prima delle sue dimissioni il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina– che rappresenta una delle esperienze più caratterizzanti del modello agricolo italiano, proprio perché unisce il saper fare tradizionale con paesaggi difficili, complessi, che richiedono ancora una cura strettamente manuale».

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Un elenco di agricoltori eroici
Nell’elenco, i vini dell’Etna di Ciro Biondi con i suoi vigneti lavorati a mano a 700 metri sul livello del mare, le colture antiche di mais Piadera a Fregona in provincia di Treviso, il Moscato d’Asti di Simone Cerruti, ottenuto da vigne con pendenze superiori al 40% che richiedono fino a 1.000 ore annue di lavoro per ettaro.

Piccole aziende che si dedicano alla coltivazione dello “Sfusato amalfitano”, imprese di zootecnia etica come La porta dei parchi ad Anversa degli Abruzzi, le antiche varietà di mele dell’alto Piemonte ancora trasportate con la gerla o piccoli trattori. E i produttori di manna tra Castelbuono e Pollina, nel Parco delle Madonie in Sicilia, quelli di erbe officinali in provincia di Lecco, di zafferano a San Gavino Monreale, nel Medio Campidano, le asine da latte di Sansepolcro, in provincia di Arezzo.

Nel Testo unico sul vino anche i vigneti in aree a rischio
Il Ministero è anche impegnato nell’attuazione del Testo unico del vino entrato in vigore un anno fa, con un decreto specifico per i vigneti eroici in cui sono definiti tali «i vigneti ricadenti in aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o situati in aree ove le condizioni orografiche creano impedimenti alla meccanizzazione o aventi particolare pregio paesaggistico e ambientale; i vigneti situati nelle piccole isole, caratterizzati da difficoltà strutturali, di meccanizzazione, da effettivo e permanente carattere di isolamento ed inserite in un contesto socio-economico penalizzante sotto il profilo della redditività aziendale».

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