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Boeri: «Salario minimo per i lavoratori atipici»

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Boeri: «Salario minimo per i lavoratori atipici»

Per il milione di lavoratori della Gig economy - un neologismo che indica i cosiddetti “lavoretti” e include molti atipici compresi i riders - bisognerebbe introdurre un «salario minimo a prestazione». Lo afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, aggiungendo che in Italia sarebbe necessaria anche l’approvazione di nuove leggi che obblighino i grandi gruppi del settore a iscriversi alla piattaforma online dell’istituto di previdenza per le prestazioni occasionali.

«È molto difficile fare degli scioperi e organizzare chi fa questi lavoretti - ha spiegato Boeri durante il convegno 'Il Welfare State nel XXI Secolo' organizzato presso l’Università di Pavia dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti - anche perché è molto facile per il datore riorganizzare il lavoro sulle piattaforme se alcune persone non sono disponibili e normalmente i lavoratori vorrebbero lavorare più ore: il diritto dello sciopero per loro è quindi un’arma spuntata».

Il riferimento è al primo sciopero dei riders milanesi che è avvenuto ieri: la protesta è nata dopo che il 19 maggio un fattorino in scooter ha perso la gamba sotto un tram. Lo sciopero è stato indetto dalla Cgil ma la partecipazione non è stata alta anche perché questi lavoratori sono pagati a cottimo: in base ai chilometri che macinano e, soprattutto, alle consegne che fanno. Luca Stanzione, segretario della Filt Cgil, ha spiegato però che la protesta andrà avanti con un presidio davanti alla prefettura previsto il 15 giugno. Le richieste del sindacato in favore dei riders includono giusta paga e assicurazione.

«Quello che è importante - ha aggiunto Boeri - è che il sindacato, ma soprattutto i politici, il governo, introducano dei minimi salariali che possano valere anche per i riders: il salario minimo orario, che attualmente in Italia non esiste, sarebbe sicuramente uno strumento utile per proteggere questi lavoratori». Secondo una ricerca citata dal presidente dell’Inps gli atipici della Gig economy, che vengono quantificati nel 2,6% della popolazione lavoratrice totale, guadagnano otto euro all’ora.

«C’è un equivalente di questo salario orario rispetto alle singole prestazioni - ha spiegato Boeri -: questi lavoratori vengono pagati a cottimo sulle singole prestazioni. Si può introdurre un salario orario come retribuzione minima per ognuna di queste prestazioni, oltre a imporre il fatto che ci sia una registrazione di queste prestazioni online, anche per essere sicuri che i datori versino i contributi».

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