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Mantova, il Tar dice sì a cartiera e inceneritore

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Mantova, il Tar dice sì a cartiera e inceneritore

Doppia sconfitta per i comitati nimby di Mantova, i quali hanno perso al Tar Lombardia.
Prima sconfitta. La trevisana Pro-Gest potrà riaprire la storica cartiera di Mantova, chiusa e abbandonata da anni, e con essa l’inceneritore delle linee di riciclo della carta. Ma non solo. Seconda sconfitta: ricorrendo al Tar in opposizione contro il Comune e la Provincia di Mantova, i comitati hanno ottenuto l’esatto contrario, e cioè hanno ottenuto una sentenza che non soltanto li rigetta ma ora permette all’imprenditore Bruno Zago addirittura di raddoppiare la capacità di riciclo della carta, con dispetto raddoppiato dei comitati nimby.

Riassunto delle precedenti puntate. La storica cartiera Burgo di Mantova, realizzata mezzo secolo fa con un progetto avveniristico del geniale architetto Pier Luigi Nervi, venne chiusa nel 2013, venduta dalla Burgo e comprata dal gruppo cartario trevisano Pro-Gest. Bruno Zago voleva riavviare lo stabilimento abbandonato per riciclare la carta che i coscienziosi mantovani depositano con zelo negli appositi contenitori della raccolta differenziata. Le linee di rigenerazione della carta straccia saranno completate riavviando anche l’inceneritore “pulper”, nel quale eliminare la parte irriciclabile della carta raccolta: per esempio la pellicola di plastica che fodera l’interno nei cartoni del latte di Tetra Pak oppure la finestrella trasparente nelle lettere della banca. La vecchia cartiera aveva già tutte le autorizzazioni di quanto era in funzione, inceneritore compreso; per l’azienda sarebbe bastato un semplice rinnovo.

L’accordo per dimezzare le quantità
Apriti cielo: contro il riavvio degli impianti di riciclo si sono formati i comitati con il consueto armamentario di motivazioni ambientaliste, assemblee animatissime nella sala polivalente, marce di protesta fitte di diverse centinaia di persone, lenzuola ai balconi con slogan scritti a bomboletta, esposizione con i disegni dei bambini delle scuole, lettere indignate alla locale gazzetta, contumelie sui social contro il sindaco Mattia Palazzi, contro la Giunta e contro chiunque dissentisse, e così via.

Il Comune di Mantova e la Provincia avevano concordato con l’azienda di dimezzare il riciclo della carta e l’inceneritore che vi è asservito e di usare soltanto carta straccia mantovana.

Ma i comitati nimby hanno contestato ogni autorizzazione e per far saltare l’intesa dimezzatrice si erano rivolti al Tar Lombardia.

Il Comune e la Provincia di Mantova, ovviamente, invece hanno preferito non partecipare a un ricorso nimby che come effetto perverso avrebbe portato un aumento dell’inquinamento. E così è stato. I giudici amministrativi della sezione di Brescia hanno risposto: respinti e rigettati tutti i ricorsi nimby.

Ieri le associazioni di protesta hanno annunciato un contro-ricorso al Consiglio di Stato, per far annullare la sentenza del Tar lombardo.
In programma sabato sera una marcia silenziosa di protesta attraverso il centro di Mantova.

L’effetto raddoppio
Al contrario è soddisfatto l’imprenditore Bruno Zago. L’azienda aggiunge che il progetto di riavvio continua ma «gli attuali limiti produttivi autorizzati non rendono economicamente sostenibile la cartiera».
Così la Pro-Gest torna al progetto iniziale, non dimezzato: «L’obiettivo è il ripristino della quantità di carta autorizzata in precedenza che, come accertato dal verificatore e ora anche dal Tar, non presenta alcuna criticità ambientale».
E quindi l’azienda vuole scavalcare l’accordo con il Comune e la Provincia che avrebbe dimezzato il riciclo, che avrebbe dimezzato anche le emissioni di quell’inceneritore che completa il ciclo di rigenerazione della carta straccia e che avrebbe limitato l’attività al solo uso di carta straccia mantovana.

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