Economia

Borsalino verso la proroga dell’affitto alla Haeres di Philippe Camperio

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Borsalino verso la proroga dell’affitto alla Haeres di Philippe Camperio

Una trattativa durata oltre due mesi e mezzo, svolta in un contesto di “non belligeranza”, con la procedura di fallimento di fatto sospesa, e che ora dà i suoi primi frutti. Per la Borsalino di Spinetta Marengo, nell’Alessandrino, si va verso una proroga del periodo di affitto del ramo d’azienda alla Haeres Equita di Philippe Camperio. Il contratto, che sarebbe dovuto scadere il 31 maggio, andrà avanti ancora per qualche mese. La comunicazione dovrebbe arrivare a ore, per sancire che i contatti tra i curatori fallimentari e l’imprenditore italo-svizzero hanno portato ad una soluzione condivisa sebbene ancora non definitiva.

Ieri c’è stato un incontro, oggi è in calendario un secondo passaggio prima di chiudere la vicenda. La decisione garantisce anzitutto la continuità produttiva del sito – l’azienda produce regolarmente e i 140 addetti sono al lavoro a tempo pieno, come riferiscono i sindacati, con ricavi sui 17 milioni per il 2017 e una produzione in crescita – e di fatto prepara la fase due della vicenda industriale della Borsalino, quella dell’asta competitiva per aggiudicarsi l’intero stabilimento, come previsto dalla stessa procedura fallimentare. All’asta parteciperà anche la Haeres Equita di Camperio, assistita dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Alessandro Monza. Proprio la proroga del contratto di affitto, insieme alla proposta di risoluzione del contenzioso e all’impegno a partecipare all’asta rappresentano il cuore dell’accordo tra la società e la curatela fallimentare, rappresentata da Stefano Ambrosini e Paola Barisone.

Nessuno, in questa vicenda, aveva interesse a interrompere l’operatività dell’azienda: lo dice da sempre Philippe Camperio, lo hanno ribadito i curatori e il tribunale, lo hanno chiesto i sindacati e l’intera Alessandria, che in questi mesi si è mobilitata per tenere alta l’attenzione sulla vicenda della Borsalino. Lo stallo di inizio anno però non faceva ben sperare, ma ora la vicenda sembra avvicinarsi ad una soluzione positiva. Certo, la procedura fallimentare ha le sue incognite, si tratta di un’asta a tutti gli effetti, ma in questo particolare frangente, il fatto che Haeres sia titolare anche del marchio la rende il soggetto industriale maggiormente interessato all’acquisizione anche del polo produttivo e delle maestranze rispetto a chiunque altro. Il punto resta la congruità economica dell’offerta che Haeres presenterà e su cui resta per il momento la totale riservatezza, cassa che servirà a pagare i creditori.

Trascinata nel crack finanziario di Marenco, la vicenda dell’azienda simbolo dei cappelli Made in Italy amati dalle star, con alle spalle una storia di oltre 160 anni, va avanti da mesi: prima la richiesta di concordato, rigettata dal tribunale di Alessandria per due volte l’anno scorso, poi la decisione del giudice a favore del fallimento, mentre in parallelo la Procura di Alessandria ha aperto un’inchiesta per bancarotta a carico del Cda di Borsalino, di Camperio e di mediocredito. Al centro della vicenda giudiziaria l’acquisizione dall’istituto bancario per 18 milioni di euro del brand Borsalino da parte di Camperio l’estate scorsa, marchio messo sotto sequestro preventivo dal tribunale stesso.

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