Economia

Accordo IIT-Ericsson per il 5G nei robot «medici»

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INNOVAZIONE

Accordo IIT-Ericsson per il 5G nei robot «medici»

Portare i robot al di fuori dei laboratori impone che le reti necessarie a farli funzionare siano veloci e di massima affidabilità, per tenuta ed efficienza. §
Per arrivare a questo obiettivo, Ericsson e l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) hanno siglato un accordo per svolgere attività di ricerca sull’utilizzo della rete mobile 5G per applicazioni di robotica. L’accordo di collaborazione scientifica durerà 3 anni e darà il via alla sperimentazione di nuove soluzioni che spaziano dall’Internet of Things (IoT) all’applicazione di robot in ambito ospedaliero e biomedicale, sino alla cybersecurity.

«In particolare – ha spiegato Lorenzo Natale,ricercatore dell’Iit – si tratterà di applicare l’infrastruttura delle reti 5G, ad esempio, ai robot chirurgici che operano in telesurgery o agli assistenti sanitari robotici controllati a distanza. Ma possono riguardare i robot umanoidi che stiamo intorducendo nella terapia cognitiva, ad esempio, come “intermediari” tra terapisti e bambini affetti da spettro autistico.Le sperimentazioni rientrano, infatti, nel campo della robotica teranostica, che prevede diagnosi e terapia effettuate da remoto e mediate da dispositivi robotici. Per il funzionamento di queste tecnologie è necessaria una connettività avanzata, come quella 5G, che garantisce tempi di risposta immediati, maggiore velocità e capacità per il trasferimento dei dati e estrema affidabilità della rete mobile».

Secondo lo studio From Healthcare to Homecare dell’Ericsson ConsumerLab, la remotizzazione dell’assistenza sanitaria, l’aumento dei dati sanitari dei pazienti e l’incremento dell’uso dei dispositivi indossabili e dei trattamenti sanitari remoti renderanno il 5G essenziale per la fornitura di servizi affidabili e sicuri. Inoltre, Iit ed Ericsson svilupperanno le tecnologie abilitanti per gli smart environment, cioè ambienti dove opera l’Internet of Things. Il progetto prevede di spostare l’intelligenza dei dispositivi in cloud per ottimizzarne costi e consumi. Questo sarà possibile solo grazie a un’infrastruttura di rete adeguata e ad algoritmi in grado di elaborare grandi quantità di dati.

«Noi – ha dichiarato Alessandro Pane, direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia – avevamo l’esigenza di testare e sperimentare le capacità del wireless 5G. L’Iit, quella di far muovere i propri dispositivi e robot senza un “cordone ombelicale” e in ambienti che spesso richiedono controllo ed estrema attenzione. Entrambi siamo interessati a capire i tempi di latenza, cioè di risposta dei robot agli input che verranno loro dati. L’intesa – ha concluso Pane – conferma la capacità di fare “sistema” tra pubblico e privato in un progetto che potrà avere importanti ricadute internazionali».

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