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Fico-Eataly: l’indotto vale 13 milioni. In arrivo anche un…

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Fico-Eataly: l’indotto vale 13 milioni. In arrivo anche un albergo

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Con quasi 1,5 milioni di visitatori, Fico Eataly World, il più grande parco agroalimentare del mondo, corre verso il traguardo dei tre milioni, da tagliare entro l’anno. Contemporaneamente raggiunge un fatturato di quasi 26 milioni di euro - tra 40 mini fabbriche, 45 luoghi di ristoro, botteghe, mercati, corsi e servizi - e misura il proprio impatto su Bologna: un indotto, secondo uno studio di Nomisma, pari ad altri 13,3 milioni.

A sei mesi dall’apertura, con il primo bilancio dell’attività, la mega “città del cibo”, nata da una idea di Andrea Segrè, oggi presidente della Fondazione Fico, e realizzata grazie alla partnership tra Oscar Farinetti e Coop Alleanza 3.0, vince la prima sfida: quella di ritagliarsi un ruolo strategico in una città che, in pieno boom turistico, integra arte ed enogastronomia e ambisce a radicarsi stabilmente nel sistema internazionale dell’industria delle vacanze. «Sono stati sei mesi molto complicati, perché sono complesse tutte le cose nuove – dice Tiziana Primori, amministratore delegato di Fico Eataly World – ma adesso sappiamo che il 90% dei visitatori ritiene che il parco sia all’altezza delle aspettative”. I riconoscimenti internazionali in questi mesi non sono certo mancati: ultimo quello di Lonely Planet che, grazie anche alla presenza di Fico, ha piazzato al primo posto tra le mete da visitare in Europa nel 2018 proprio l’Emilia Romagna. E non sono mancati i premi, come il Mipim Award, l’Oscar mondiale dell’immobiliare.

Adesso sono i numeri a confermare che la scommessa (al termine di una operazione da 120 milioni di euro, che ha incluso anche il trasferimento in un’area adiacente del Caab, il centro agroalimentare) è probabilmente già vinta.

«Parliamo finalmente con i fatti», dice il sindaco di Bologna Virginio Merola. «Stiamo andando bene – prosegue Merola – e dobbiamo continuare ad insistere con un lavoro di lunga lena e con ottime prospettive se sapremo perseverare con il lavoro di squadra. Fico dovrà essere utilizzato per aumentare le presenze turistiche in città». Le condizioni ci sono, come dimostra la rilevazione effettuata da Nomisma. I tre quarti dei visitatori che dal giorno dell’inaugurazione hanno varcato l’ingresso del parco sono arrivati da fuori città. Nel 32% dei casi i turisti hanno anche pernottato per una o più notti in una struttura ricettiva di Bologna. Per il 64% di chi è arrivato da fuori, Fico è stato il motivo principale per visitare la città delle Due Torri. Ed è rilevante, in questi primi sei mesi, anche il numero degli stranieri (l’8% del totale, circa 100mila persone), provenienti soprattutto da Francia, Germania, Regno Unito, Usa, Svizzera e Spagna. Il parco è stato giudicato vario, divertente, ricco e innovativo dalla stragrande maggioranza dei visitatori, tra i quali 60mila persone arrivate per partecipare a congressi o eventi business. Cosa che per Celso De Scrilli, presidente di Bologna Welcome, fa di Fico un’attrazione che «mette Bologna al centro del mercato turistico internazionale».

Ormai affermata come capitale del cibo la città attende ora l’albergo che arricchirà l’offerta di un parco – dieci ettari alla periferia della città – nato per raccontare l’agroalimentare italiano dai campi alla tavola. Sarà pronto, con un intervento da 20 milioni di euro, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, a completamento di un progetto che a Bologna ha convinto tutti, dopo la costituzione da parte di Prelios Sgr del fondo Pai, presieduto da Segrè, per la raccolta degli investitori e grazie al conferimento a titolo oneroso dell’area e degli asset immobiliari da parte del Comune, per un valore di 55 milioni (Eatalyworld corrisponde per tutta la durata del fondo un canone di locazione al fondo Pai di circa 9 milioni di euro annui).

Aperto sostegno anche da parte dei commercianti. «In questi primi sei mesi – dice Giancarlo Tonelli, direttore di Ascom Bologna – si è visto con chiarezza il valore aggiunto del parco: abbiamo registrato un interscambio continuo di turisti tra il centro storico e il parco e viceversa». Merito anche delle attività di divulgazione curate da Fondazione Fico. «Fino ad ora – spiega Andrea Segrè - abbiamo offerto oltre 300 ore di formazione gratuita ai cittadini, dagli studenti ai senior, dagli stakeholder agli appassionati, con un impegno economico di oltre 100mila euro».

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