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In Campania spesa certificata al 5,4%. La Regione si impegna:…

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fondi ue 2014-2020

In Campania spesa certificata al 5,4%. La Regione si impegna: «Centremo il target del 18%»

Se la programmazione della spesa in Regione Campania è giunta al 78% del totale, pari in valore a 5,3 miliardi su un budget totale del periodo 2014-2020 di 6,836 miliardi, la certificazione di spesa - su cui sono puntati adesso i riflettori di Bruxelles – ha appena raggiunto il 5,4% (366,8milioni) del totale, contro il 18% (1,2 miliardi) del target fissato dalla Ue per fine 2018.
Insomma, la Regione è in ritardo, ma assicura che è possibile recuperare, grazie all’impianto adottato e alla spesa avviata.

Il ministro uscente, Claudio De Vincenti, dopo aver inviato la lettera di sollecito a tutte le amministrazioni regionali e statali, ha chiarito al Sole 24 Ore: «La Campania si muove come la media delle regioni: tutte le amministrazioni devono accelerare». È vero, ma c’è chi deve pigiare di più sul pedale. E tra questi la Campania è trai primi.

Il monitoraggio: Fse al 50%dell’obiettivo

Più in dettaglio, la certificazione della spesa ad oggi è pari, per il Fesr, a 155 milioni, pari cioè al 25% circa dell’obiettivo da raggiungere a fine anno che è di 649 milioni. Per il Fse la certificazione ad oggi è di 44,5 milioni contro un target di 97 milioni (quindi al 50% dell’obiettivo). Per il Psr sono stati certificati 167 milioni a fronte di un target di 424. «In questo caso il raggiungimento dell'obiettivo non sembra garantito. Per il Psr – sostiene l’Unione industriali di Napoli – sono state previste troppe misure e avvisi che hanno comportato tempi lunghi nella valutazione delle domande e nella conseguente pubblicazione delle graduatorie». «A frenare la spesa diversi nodi burocratici – aggiungono gli industriali – come quello relativo ai tempi di rilascio della certificazione antimafia»

L’ottimismo della Regione

In Regione c’è ottimismo sulla possibilità di raggiungere tutti gli obiettivi indicati dalla Ue. «Siamo consapevoli di dover fare un durissimo lavoro – dice il dg dell’Autorità di gestione Sergio Negro – ma sappiamo anche che questo può poggiare su basi molto solide grazie alla riprogrammazione fatta e alla organizzazione che la Regione si è data». «A partire dal 2017 è stato avviato un monitoraggio rafforzato sull’avanzamento delle procedure, in accordo con Commissione Ue e Agenzia di Coesione territoriale», chiarisce a sua volta Maria Grazia Falciatore, responsabile della programmazione unitaria. Si parla del difficile recupero della vecchia programmazione salvata al 100% e dei premi per i dirigenti che rispetteranno il cronoprogramma.

Ma quali progetti arrancano e quali accelerano?

Tema caldo è quello degli incentivi alle imprese: sono in corso 5 avvisi pubblici per un ammontare di 75 milioni – annotano in Regione – e sono state chiuse procedure per 35 milioni. Mentre per alcuni programmi di intervento (credito di imposta, agenda digitale, Legge 181 per gli incentivi nelle aree di crisi, ecc..) la regione ha cofinanziato con propri fondi strumenti nazionali. Pertanto l'attuazione – fanno sapere dalla struttura del governatore De Luca – «non dipende unicamente dall’azione regionale, ma prevalentemente dall’Amministrazione centrale». «È necessario accelerare – dice Giuseppe Esposito della segreteria Cisl – Serve un lavoro sinergico fra Regione e Mise».

Grandi progetti: atteso un recupero di 110 milioni

Altra importante partita è quella dei Grandi progetti – degli 11 della precedente programmazione, in gran parte solo avviati e trasferiti nella nuova, ne sono rimasti solo 8 – solo per questi, entro fine anno, l’avanzamento della spesa – dicono in Regione – sarà pari a circa 110 milioni. Qualche esempio. Il progetto “Regi Lagni” (che prevede l’ammodernamento dei depuratori dell’area Flegrea) è stato sbloccato con l’affidamento e la conseguente apertura dei cantieri di cinque lotti di lavori e gestione (500 milioni in totale), con una spesa prevista per fine anno di circa 10 milioni. “Bandiera Blu” (reti fognarie del litorale domitio) – con un importo di 80 milioni – dovrebbe produrre per fine anno una spesa di 20 milioni. Il grande progetto del porto di Napoli che aveva registrato nel ciclo 2007/2013 una spesa bassissima, è partito con i lavori di dragaggio con una previsione di spesa di oltre 27 milioni. Per l’acquisto dei treni della metropolitana di Napoli è prevista la spesa per fine anno di circa 5 milioni. Dovrebbe essere completato il risanamento dei laghi flegrei (30 milioni). E per il centro storico di Napoli si prevede una certificazione di 15 milioni.
Sarà inoltre notificato alla Commissione Europea un ulteriore Grande Progetto per l’acquisto di nuovi treni “Jazz” per le linee FS regionali che produrrà per fine 2018 oltre 100 milioni di spesa. In materia di ricerca e sviluppo si calcola una certificazione nei prossimi sette mesi di 90 milioni.

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