Economia

Il tunnel del Ceneri avanza sul fronte svizzero. E l’Italia?

  • Abbonati
  • Accedi
infrastrutture

Il tunnel del Ceneri avanza sul fronte svizzero. E l’Italia?

Dalla Svizzera arriva il primo squillo indirizzato al neo ministro delle Infrastrutture, il grillino Danilo Toninelli. I lavori nel tunnel di base del Ceneri, il secondo grande traforo alpino dopo la galleria di base del Gottardo (già ultimata), procedono a spron battuto. Con più di mese d’anticipo sulla tabella di marcia, la società italiana Gcf (Generale costruzioni ferroviarie) ha terminato la costruzione dei binari. L’evento è stato celebrato nei giorni scorsi a Camorino, nel Canton Ticino, con una cerimonia organizzata da committente dell’opera AlpTransit San Gottardo Sa. È chiaro che la mente di tutti era rivolta all’Italia e a cosa accadrà sul versante sud della nuova ferrovia transalpina (Nafta), asse portante del Corridoio Genova-Rotterdam.

Il convitato di pietra all’evento di Camorino era il Terzo valico Genova-Milano, che rappresenta l’equivalente italiano dei grandi trafori ferroviari svizzeri. Nel contratto per il governo del cambiamento sottoscritto da M5S e Lega a un certo punto è stato cancellato l’impegno a completare il Terzo valico Genova-Milano, senza però che sia introdotto un blocco dei lavori. Secondo le imprese liguri, il Terzo valico è l’unica infrastruttura che può permettere a Genova di arrivare al centro dell’Europa con le merci sbarcate in porto. Più in generale, agganciare il Nord-Ovest al Corridoio Genova-Rotterdam significa avvicinare le imprese italiane ai ricchi mercati del centro e nord Europa. C’è quindi grande attesa per scoprire quali saranno le mosse del nuovo ministro pentastellato su un dossier cruciale come il Terzo valico, la cui entrata in esercizio è prevista per il 2023. Salvo ripensamenti a livello politico.

Gli svizzeri, dal canto loro, avanzano senza tentennamenti. Nel Canton Ticino si intravede, ormai prossimo, il completamento della nuova ferrovia transalpina che dal 2020, in un ininterrotto nastro ferroviario di pianura, attraverserà le Alpi collegando in Alta velocità/capacità il Nord e il Sud d’Europa. Già definite le prossime tappe. Ultimata la realizzazione dei binari, nel tunnel del Ceneri entro l’agosto 2019 si provvederà alla fase di installazione della linea di contatto, del sistema di comunicazione, degli impianti di sicurezza e della tecnica di guida e si completerà l’armamento. Quindi, dopo prove, test e controlli, nel marzo 2020 inizierà l’esercizio di prova e, a settembre, la galleria sarà ufficialmente consegnata alle ferrovie svizzere per essere integrata nella rete ferroviaria elvetica nel dicembre 2020.

Apprezzabili i benefici che ci si attende dalla Nfta quando anche la galleria del Ceneri entrerà in servizio a regime: il dimezzamento del traffico merci stradale in Svizzera grazie al potenziamento dei treni merci che potranno muoversi finalmente in pianura, più lunghi (fino a 750 metri) e capaci di trasportare fino a 2mila tonnellate. Non da meno sarà l’impatto sul traffico passeggeri: 80 treni al giorno consentiranno di spostarsi da Milano a Zurigo alla velocità di 250 km/ora, riducendo a tre ore (-25%) il tempo di percorrenza. Ma a trarne i maggiori benefici sarà l’ambiente: la riduzione di CO2 in atmosfera è calcolata in sei milioni di tonnellate l’anno.

Affinché la nuova dorsale ferroviaria alpina riesca a esprimere tutte le sue potenzialità è necessario che anche il versante italiano dell’opera sia ultimato nei tempi previsti. Il Terzo valico è, a tutti gli effetti, l’anello più a sud della Nafta. Intanto il sindaco di Genova, Marco Bucci, già scalda i motori: «Andrò a Roma il più in fretta possibile per parlare con il ministro delle Infrastrutture e vedere con lui alcune cose. Genova - dice il sindaco - ha bisogno di nuove infrastrutture e di nuovi investimenti, non parlo solo di Gronda autostradale di Ponente, Terzo Valico e nuova diga del porto, ma anche di metropolitane leggere, che hanno bisogno di risorse per essere realizzate».

© Riproduzione riservata