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Università Federico II e Centro storico di Napoli: il bello e il…

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Por Fesr e Fse in Campania

Università Federico II e Centro storico di Napoli: il bello e il brutto dei fondi Ue

Pollice alto per il campus di San Giovanni a Teduccio della Università Federico II. Pollice basso per il centro storico Unesco e per la Banda Ultra Larga. Avanzamenti diversi nell’attuazione dei progetti in Campania, in generale tutti gli interventi avanzano ma con un cammino a ostacoli.

Il campus universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio è da considerare esempio positivo: la moderna struttura che ospita la iOS Developer Academy e numerosi altri centri di eccellenza oltre a una parte della Scuola Politecnica napoletana, e per la quale è in corso un ampliamento a valere sui fondi 2014-2020, rappresenta un programma su cui si sono fatti convergere numerosi finanziamenti. L’opera parte con il ciclo 2000/2006 e viene poi ampliata con il successivo 2007/2013: l’area dell’ex stabilimento industriale della Cirio viene riconvertita spendendo in totale 36 milioni . La struttura, progettata dallo studio giapponese Ishimoto architectural & engineering, e realizzata anche grazie a un accordo di programma, viene localizzata in una zona periferica della città, a Napoli Est, con il chiaro intento di rivalutarla e rianimarla. Processo che si può considerare avviato. A due anni dall’inaugurazione del Campus, infatti, sono sorti nuovi esercizi commerciali e si sono sviluppate nuove relazioni sociali. Oggi l’ateneo di San Giovanni è frequentato da un bacino di circa 3500 persone circa. Per il completamento è stato sottoscritto un nuovo accordo di programma tra Regione e Federico II con un budget di altri 28 milioni di fondi Por Fesr 2014/2020. I cantieri sono aperti e per fine 2018 è prevista una spesa di circa 18 milioni. Non è tutto. Per la iOS Developer Academy di Apple la Campania ha messo a disposizione borse di studio con fondi del Fse (Fondo sociale europeo) 2014-2020. Inoltre, a servizio del polo universitario è stata realizzata la nuova uscita della stazione della linea 2 della metropolitana di Napoli, e con fondi del Por Fesr 2014/2020 (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) sono stati acquistati 24 nuovi treni Jazz, 12 dei quali sono in esercizio sulla linea, altri 2 saranno consegnati per fine 2018, i restanti 10 nel corso del 2019.

Per un intervento che è ormai realtà, altri arrancano. L’attuazione del grande progetto Unesco che punta a riqualificare il centro storico di Napoli sotto il profilo strutturale e sociale, si rivela quanto mai complicata. A fronte di un costo di oltre 99 milioni, a fine 2015 erano state certificate spese per soli 2,9 milioni di euro. Trasferito alla programmazione 2014-2020, per fine anno si prevede una certificazione di altri 15 milioni. Responsabilità? «Non vanno attribuite al Comune di Napoli che è soggetto attuatore – precisa il dg dell’Autorità di gestione Sergio Negro – si tratta di un programma nato male poiché racchiude in una cornice unitaria interventi molto diversi e con problematiche differenti». Fermo anche il progetto della Banda Ultra larga, a cui la Regione ha destinato 130 milioni non ancora certificati.

Ma quali altri progetti arrancano e quali accelerano? Tema caldo è quello degli incentivi alle imprese: sono in corso 5 avvisi pubblici per un ammontare di 75 milioni – annotano in Regione – e sono state chiuse procedure per 35 milioni. Mentre per credito di imposta, agenda digitale, Legge 181, la regione ha cofinanziato con propri fondi strumenti nazionali. Pertanto l’attuazione – secondo la struttura del governatore De Luca – dipende prevalentemente dall’Amministrazione centrale».

Altra importante partita è quella dei Grandi progetti. Qualche esempio. Il progetto “Regi Lagni” (ammodernamento dei depuratori dell’area Flegrea) è stato sbloccato con l’affidamento e la conseguente apertura dei cantieri (500 milioni in totale), con una spesa prevista per fine anno di circa 10 milioni. “Bandiera Blu” (reti fognarie del litorale domitio) – con un importo di 80 milioni – dovrebbe produrre per fine anno una spesa di 20 milioni. Il grande progetto del porto di Napoli che aveva registrato nel ciclo 2007/2013 una spesa bassissima, è partito con i lavori di dragaggio con una previsione di spesa di oltre 27 milioni. Per l’acquisto dei treni della metropolitana di Napoli è prevista la spesa per fine anno di circa 5 milioni. Dovrebbe essere completato il risanamento dei laghi flegrei (30 milioni).

Sarà inoltre notificato alla Commissione Europea un ulteriore Grande Progetto relativo all'acquisto di nuovi treni “Jazz” per le linee FS regionali che produrrà per fine 2018 oltre 100 milioni di spesa. In materia di ricerca e sviluppo si calcola una certificazione nei prossimi sette mesi di 90 milioni.

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