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A Napoli nasce il sogno «Hyplane». Due ore via spazio per…

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A Napoli nasce il sogno «Hyplane». Due ore via spazio per l’America

Potrà decollare da un qualsiasi aeroporto con pista di almeno un chilometro e, allo stesso modo, potrà atterrare, non avendo bisogno di Spazio-porto o di specifiche tecnologie a terra. Viaggerà quattro volte e mezzo più velocemente del suono e, raggiunti i 100 km di quota della cosiddetta linea di Karman, farà ritorno sulla terra.

È stato battezzato Hyplane, il prototipo di aereo spaziale progettato dalla startup Trans-tech e dalla Università Federico II di Napoli, coinvolgendo numerose imprese oltre a università e centri di ricerca. Un progetto con cui il Dac (Distretto aerospaziale campano) ha lanciato la sfida a grandi player internazionali.

Come Virgin Galactic che sta sviluppando lo “Space Ship Two”, navetta per il turismo spaziale e al lancio per piccoli satelliti in orbita bassa. La società americana ha avviato la vendita dei biglietti (prezzo medio 250mila dollari) e per fine anno dovrebbe avere l’autorizzazione al volo. E ancora. Poche settimane fa l’aeroporto pugliese di Grottaglie è stato designato primo “spazioporto“ italiano per accogliere, dal 2020, i voli suborbitali. In primis proprio quelli di Virgin Galactic. La scelta di Grottaglie è stata voluta da Agenzia spaziale italiana, Enac, ministero delle Infrastrutture, Aeroporti di Puglia e Politecnico di Bari. Hyplane, a differenza dei suoi simili e competitors, non ha bisogno di particolari basi di lancio, non fa uso di razzi a bordo per esigenze di sicurezza e sostenibilità. Potrà trasportare fino a sei passeggeri oltre ai due piloti (dimensione consigliata dalle ricerche di mercato) impiegando due ore al massimo. Potrà essere utilizzato per turismo spaziale, per ricerca e per la formazione di piloti di aerei simili e per astronauti. E potrà effettuare voli di crociera stratosferici: in altre parole da Napoli a New York in sole due ore.

È fantascienza? Hyplane è un progetto preliminare (costato un milione autofinanziato), ma di fatto rappresenta l’Italia nella gara internazionale dei grandi player sul volo ipersonico.

Capofila è Trans-tech, pmi napoletana nata cinque anni fa per iniziativa di due imprenditori e inventori del settore: gli ingegneri Gennaro Russo presidente e Giancarlo Pagliocca, direttore sviluppo business. Abbozzano il progetto di spazioplano che condividono sin dal principio con Raffaele Savino, ordinario di aerodinamica alla Federico II. Poi coinvolgono imprese come Blue Engeenering, Desa, Dema, DigitalComoedia, 3DnA, GMD, Innovative Materials, la francese Bertin Technologies, l'inglese Bristol Spaceplanes Ltd. Per la ricerca Cnr, il tedesco Dlr, università di Torino, Milano, Roma, Bologna, Glasgow,Aachen in Germania.

Il progetto ha bisogno di fondi: per il prototipo duecento milioni e per lo sviluppo industriale 2 miliardi. «Abbiamo contatti con investitori cinesi e arabi – dice Russo – fondi di investimento e istituzioni ». Intanto in febbrile attesa dei bandi della Regione Campania, sono pronte domande per gli aiuti Ue .

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