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Migranti, Riace invita Salvini: venga a vedere dove…

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la proposta al ministro dell’interno

Migranti, Riace invita Salvini: venga a vedere dove l’integrazione funziona

L’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati ha assegnato al comune di Riace otto strutture sottratte a Cosimo Leuzzi (condannato all’ergastolo), coinvolto nella “faida dei boschi”, guerra di ’ndrangheta culminata nel 2009 con l’omicidio del boss Damiano Vallelunga. Si tratta di alcune villette e un ristorante con appartamenti al piano superiore posizionati sul lungomare.

Che ne farà Mimmo Lucano, il sindaco del borgo dell’accoglienza, conosciuto nel mondo per il suo felice modello di integrazione?

Un centro di ospitalità diffusa, ovviamente, e un ostello della gioventù per rafforzare la sua idea di comunità: aperta, etica, rigenerata, multietnica.

Anche un museo della memoria e un parco della cittadinanza plurale, che costeggia di mare, con alberi e piante tipiche dei paesi di provenienza di tutti gli immigrati. E nuove cooperative a gestire gli spazi.

Un’ennesima prova di resistenza contro chi vuole che Riace muoia a fuoco lento: da più di un anno il ministero dell’Interno e la Prefettura hanno bloccato i fondi destinati al Comune, non riconoscendo più i bonus e le borse lavoro (pari ai 35 euro giornalieri stanziati per ogni migrante), strumenti indispensabili per la gestione degli immigrati e della loro economia. Ma il supermercato e la farmacia del paese continuano a fare credito. E l’ambulatorio medico prosegue la sua attività. L’altra mattina l’oculista ha visitato tutti i bambini della scuola.

«Io sono un sindaco militante, un missionario della politica, quella sempre proiettata verso la collettività – dichiara Mimmo Lucano – Il sistema Riace è antitetico alla corruzione, sul piano etico, culturale, economico. La mia impresa però contiene una visione del futuro che dà fastidio, perché noi non siamo neutrali sull’accoglienza». Una risposta misurata alle esternazioni del ministro Salvini: «Riace è zero» ha dichiarato in un video diventato virale sul social. «È vero che appartengo alla classe degli ultimi, praticamente zero – ha controbattuto il sindaco - In tutti questi anni abbiamo unito le nostre debolezze con tanti altri disperati di ogni parte del mondo. Abbiamo condiviso un sogno di una nuova umanità libera dalle mafie, dal razzismo, dal fascismo e da tutte le ingiustizie».

E si è rivolto a Salvini anche il presidente della Regione Mario Oliverio: «Riace e il suo sindaco vanno rispettati. Invito il ministro Matteo Salvini a venire in Calabria e a visitare Riace. Prima di esprimere valutazioni, il ministro dell’Interno farebbe bene a conoscere la realtà. Io sono qui, accanto a Lucano da sempre, per dimostrare che questo è il paese dell’accoglienza e della legalità. La mia non è solidarietà di facciata, ma sostegno attivo», ha dichiarato il governatore di ritorno dal santuario della Madonna della Montagna di Polsi in Aspromonte. Un luogo di fede, dove ogni anno, in occasione dell’inizio delle festività mariane, si radunano migliaia di pellegrini. Una zona impervia e inaccessibile, che è da sempre anche roccaforte della ’ndrangheta.

«Non lo sarà più – ha rimarcato il presidente Oliverio - grazie alla realizzazione di una nuova viabilità e al ripristino di vecchi collegamenti, per cui sono stati investiti 20 milioni di euro. Il territorio sarà dotato di copertura telefonica, oggi del tutto assente. E presidiato dall’Arma. Funzionerà anche una guardia medica». Segnali di sicurezza da un luogo liberato, restituito alla legalità e ai fedeli.

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