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Sette imprese campane adottano le opere di Capodimonte

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MECENATISMO

Sette imprese campane adottano le opere di Capodimonte

Claude Lorrain, Paesaggio con la ninfa Egeria - 1669 - ph.L.Romano
Claude Lorrain, Paesaggio con la ninfa Egeria - 1669 - ph.L.Romano

Sette imprese campane partecipano al progetto «Rivelazioni – Finance for Fine Arts», promosso da Borsa Italiana. Le aziende che avevano già aderito ad Elite, adotteranno cinque opere del Museo di Capodimonte per finanziarne il restauro e poi renderle fruibili ai visitatori. Parliamo insomma di imprese del Sud che hanno raccolto la sfida del mecenatismo prendendosi cura dell’arte e del loro territorio, e, anche in questo modo, puntano a crescere.

La terza edizione del progetto – dopo quelle di Milano con la Pinacoteca di Brera e di Venezia con le Gallerie dell’Accademia – fa tappa nel Mezzogiorno. Protom, impresa napoletana di information technology e sistemi avanzati, ha adottato la “Natività di Luca Signorelli” per restaurarla e riesporla nel Museo di Capodimonte; D&D Italia, attiva nel settore delle conserve alimentari, ha scelto invece l’ “Adorazione dei pastori” di Giovan Battista Salvi. E ancora, Cartesar, azienda che produce carte riciclate per ondulatori, adotta “La Cantatrice” di Bernardo Cavallino; mentre Epm, che si occupa di servizi ambientali ed energetici in tutta Italia, promuove il restauro della “Adorazione Del Bambino” di Michelangelo Anselmi. Il trio composto da Pasell (componenti per elettrodomestici), Graded (impianti per la produzione di energia) e Tecno (che eroga servizi per il risparmio energetico a grandi imprese), si farà carico del recupero del “Ritratto di Pier Luigi Farnese” di Tiziano Vecellio. Altre tre, di Claude Lorrain, di Elisabeth Vigèe Le Brun e di Filippino Lippi, cercano donatori.

La scelta degli imprenditori

«Ho scelto di partecipare al progetto di Borsa Italiana – chiarisce Fabio De Felice, fondatore di Protom – per condividere l’iniziativa con un gruppo di imprenditori che, so bene, si ispirano a valori comuni: innovazione, cultura, territorio». Come è avvenuta la scelta dell’opera da adottare? Per De Felice «si è trattato di un vero e proprio innammoramento: i colori, la carica espressiva dell’opera, il segno del maestro che si lega anche alla scuola di Michelangelo, sono aspetti di grande fascino». Protom, con un fatturato 2017 di 20 milioni e 180 dipendenti – non è nuova a iniziative di mecenatismo per aver promosso eventi (di tono minore) a sostegno di giovani artisti contemporanei.

Così Tecno (con 17 milioni di fatturato e 100 dipendenti), che aveva già partecipato alla seconda edizione di Venezia contribuendo al restauro di un Tiepolo con un finanziamento di 7mila euro: l’opera recuperata è stata esposta dapprima nella Pinacoteca di Palazzo Mezzanotte e oggi è ritornata nella Galleria di Venezia. Oggi Tecno fa parte del gruppo di tre imprese che contribuirà al restauro di un Tiziano per un valore di 39.500 euro. «Un’ opportunità unica – dice l’ad di Tecno Giovanni Lombardi – partecipare a un progetto tanto prestigioso. Si pensi che il Museo di Capodimonte possiede la collezione di opere di Tiziano più importante del mondo». La Tecno attende un forte ritorno di immagine utilizzando la leva dei beni culturali. «In questo campo – dice – non abbiamo competitors nel mondo».

Il progetto

Il progetto di Borsa Italiana è partito con la individuazione di più opere con costi di restauro differenti proposte ai mecenati. In questo modo si ritiene di favorire la raccolta fondi. Le imprese ha scelto le opere a cui legare il proprio nome, sapendo che potranno utilizzare l’Arte Bonus che consente un recupero fino al 60% dell’investimento. Le opere restaurate saranno esposte presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte e, ove possibile, presso Big (Borsa Italiana Gallery), lo spazio espositivo all'interno di Palazzo Mezzanotte, che diventa una vetrina importante sopratutto per il Museo napoletano.

Raffaele Jerusalmi, ad di Borsa Italiana commenta: «Siamo da sempre impegnati nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e vediamo nel sostegno al patrimonio artistico uno strumento essenziale per lo sviluppo economico e per il rilancio del Paese». E Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte precisa: «Si apre, spero, una nuova era per Capodimonte. Sono convinto che il futuro delle nostre grandi istituzioni museali non possa rimanere solo a carico dello Stato ma vada condiviso con i cittadini, le imprese e il genio imprenditoriale italiano».

L’advisory board

E a prova del nuovo rapporto tra Capodimonte e i privati, il cda del Museo ha deciso di creare un advisory board che avrà funzione di consulenza su fundraising internazionale e rapporti con le imprese. Il board sarà presieduto da Giovanni Lombardi Tecno.

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