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Ex Alcoa, missione compiuta. Via libera della Corte dei conti a…

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alluminio in sardegna

Ex Alcoa, missione compiuta. Via libera della Corte dei conti a Invitalia e lavoratori

L’ultimo ostacolo è stato superato. Registrato il decreto alla Corte dei conti, Invitalia potrà entrare nella compagine azionaria di Sider Alloys, l’azienda svizzera che ha rilevato lo smelter dell’alluminio di Portovesme.

Ad annunciare il provvedimento è stato l’ex ministro dello Sviluppo economicoCarlo Calenda attraverso i social.

Con un tweet alle 19.20 di ieri (6 giugno) ha annunciato: «Corte ha registrato decreto per consentire ad Invitalia sottoscrizione aumento di Capitale Sideralloys #alcoa e% dipendenti. Ultimo passaggio concluso».

Poi un messaggio a Checco Sedda «(@checchosedda moh mi devi una pizza (dietetica)», l’ingegnere ex Alcoa diventato, nel corso della lunga vertenza, interlocutore del ministro e protagonista nella contrapposizione tra l’allora ministro Calenda e il leader della Lega Salvini nella contrapposizione sulla Flat tax.

Ora si dovrà concretizzare l’ingresso di Invitalia e quello dell’associazione dei lavoratori cui spetterà una quota del 5 per cento. Inoltre un rappresentante dei lavoratori dovrà far parte del comitato di sorveglianza. «Quello che dovevamo fare, aumento di capitale compreso, è stato fatto - fa sapere Gaetano Libia, responsabile relazioni istituzionali Sider Alloys - ora aspettiamo Invitalia». Il gruppo svizzero, intanto, procede con le operazioni propedeutiche per il riavvio degli impianti, seguendo il cronoprogramma che prevede investimenti per circa 140 milioni di euro.

Oltre alla rimozione della scritta Alcoa all’ingresso della fabbrica che presto sarà sostituita con quella della nuova proprietà, l’azienda ha provveduto ad assumere le prime quattro figure professionali apicali che dovranno operare nello stabilimento. Ancora al vaglio della dirigenza, invece, il piano di revamping presentato dalle tre aziende incaricate di redigere il programma di interventi e che dovrebbe portare alla sistemazione degli impianti e al riavvio dello smelter. «Si sta valutando il tutto con la massima attenzione – argomenta Libia – stiamo portando avanti tutte le iniziative nel rispetto dei tempi, senza trascurare alcun particolare data l’importanza dell’intervento che si va a compiere».

L’obiettivo è, infatti, rimettere in marcia l’impianto che, sino all’ottobre del 2012 produceva alluminio primario per pani, billette per 350mila tonnellate l’anno portando a casa un fatturato di circa mezzo miliardo di euro e 800 occupati tra diretti e indotto. In campo ci sono investimenti per 135 milioni di euro (8 a fondo perduto, 84 finanziati con tasso agevolato, 20 stanziati dall’Alcoa e il resto messo a disposizione dal nuovo proprietario) e si prevede l’inserimento lavorativo di 370 diretti, 70 a contratto e altri eventuali 50 nel caso venisse riavviata la “fabbrica degli snodi”. Sul fronte ammortizzatori sociali, invece, per i lavoratori delle aree di crisi complesse (Portovesme e Porto Torres) è arrivata la proroga sino al 31 dicembre.

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