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Gara Ue da 32 milioni per bonificare il Mar Piccolo di Taranto

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Gara Ue da 32 milioni per bonificare il Mar Piccolo di Taranto

Obiettivo risanamento Mar Piccolo, uno dei siti di Taranto maggiormente inquinati da anni di scarichi sia civili che industriali, tra ex Italsider e Ilva, Marina Militare e cantieristica, ma anche dalla trasformazione in discarica, visto che sui fondali é stato trovato di tutto. Il commissario di Governo per la bonifica, Vera Corbelli, dopo una serie di interventi preliminari (studio della situazione, chiusura degli scarichi inquinanti, rimozione di rottami e ordigni bellici, trasferimento delle specie protette ai fini della loro conservazione), ha infatti lanciato un bando per una gara europea da 32,276 milioni. Le risorse vengono dal Fondo di sviluppo e coesione e sono state assegnate con due delibere del Cipe. L'intervento punta ad “abbattere” o a ridurre il «livello di contaminazione riscontrato nei sedimenti». Consisterà in un mix di tre soluzioni: asportazione selettiva dei sedimenti con relativo recupero, capping (ovvero copertura dell'area interessata) con ricostruzione dell'habitat naturale, bioremediation in loco. Una dimostrazione «attraverso più interventi di scala pilota» dovrà dimostrare l'efficacia delle tecnologie impiegate. L'operazione si articolerà in sei lotti, di cui i primi tre attengono alla dimostrazione tecnologica di ciascuna soluzione. Per ciascuno dei primi tre lotti, a disposizione 1,448 milioni. Seguono poi altri tre lotti. Per l'asportazione selettiva dei sedimenti, disponibili 18,240 milioni, concessi 380 giorni tra progettazione definitiva ed esecutiva e realizzazione dell'intervento. Per il capping, ci sono 315 giorni ed una disponibilità di 7,6 milioni. Infine poco più di 2 milioni per la bioremediation

con 635 giorni a disposizione.

Le aree operative sono state così delimitate: 90mila metri quadrati per l'asportazione dei sedimenti, 45mila metri quadrati per il capping e 11mila circa per la bioremediation. La gara - con scadenza il 2 luglio - é aperta al partenariato, alla partecipazione pubblico-privato anche sul piano finanziario, ai consorzi di imprese e all'innovazione tecnologica. Specchio d'acqua interessato, il primo seno del Mar Piccolo. Ci saranno tre fasi: la prequalifica, la dimostrazione dell'intervento, infine la progettazione definitiva ed esecutiva con la realizzazione di quanto progettato. Al termine di ciascuna fase, il commissario alla bonifica effettuerà una valutazione «con lo scopo di selezionare progressivamente le soluzioni migliori tra quelle proposte» e il numero dei concorrenti ammessi «potrà progressivamente diminuire da una fase all'altra». «Gli interventi - spiega il commissario Corbelli - sono innovativi in quanto prevederanno per la prima volta in Italia il biorimedio assistito. Applicato in base alle linee guida americane, si tratta di un intervento strutturale. Consiste nell'additivare il fondale con materiale naturale e particolare rigenerando così il fondale. L'area prescelta si estende dalla città vecchia di Taranto sino all'insediamento della Marina Militare». I sindacati, infine, attendono la spesa di questi 32 milioni per poter impiegare nella bonifica un centinaio di addetti dell'ex società della Provincia “Taranto Isolaverde” messa da tempo in liquidazione.

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